Mercoledì 13 Dicembre 2017
Strage Viareggio. Le associazioni al Parlamento Europeo per chiedere sicurezza PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 02 Marzo 2011 17:30

Questo pomeriggio a Bruxelles una delegazione delle associazioni dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e i rappresentanti della rivista dei ferrovieri Ancora In Marcia! hanno consegnato al Vice presidente della Commissione Europea, Siim KALLAS, al Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo, Brian SIMPSON, e ai membri della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo una lettera in materia di sicurezza ferroviaria. Anzi, per essere precisi, una lettera sulla mancata adozione di misure sicurezza in seguito alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.

Di seguito riportiamo il testo della lettera consegnata poche ore fa.

 

"le scriviamo per conto delle Associazioni il Mondo che Vorrei, Assemblea 29 giugno e Ancora In Marcia !, rispettivamente in rappresentanza dei familiari delle 32 vittime della strage, dei cittadini e ferrovieri delle città di Viareggio e della rivista storica dei macchinisti italiani.

La tragedia ha lasciato segni indelebili nella città di Viareggio ed ha rappresentato un drammatico segno di allarme per l’intero sistema ferroviario europeo e mondiale. Vogliamo esprimere la nostra ferma protesta per l’inerzia delle Istituzioni europee riguardo alla sicurezza ferroviaria.

Vogliamo inoltre ricordare che, quella notte, solo per una tragica e casuale fatalità il treno ha portato morte e distruzione a Viareggio: lo stesso poteva - e può ancora accadere - indifferentemente a Lisbona o a Tallinn, ad Atene o a Dublino. Siamo qui a denunciare che potrebbe accadere ancora: infatti, l’Agenzia Europea (ERA) e la Commissione non hanno sinora adottato alcuna iniziativa di miglioramento della sicurezza nel trasporto su rotaia delle merci pericolose. L’inerzia istituzionale oltre ad essere del tutto ingiustificata è aggravata dalle inverosimili motivazioni addotte dal direttore dell’ERA, Mr. Marcel Verslype, che ha affermato in audizione alla Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo di non possedere le necessarie informazioni sull’incidente.  

Sono, invece, di evidenza pubblica tutti i dettagli tecnici relativi all’incidente, sulla cui causa ormai non vi sono più dubbi: la rottura dell'asse del carro cisterna. Le indagini in corso sulle cause della strage - stante il segreto istruttorio, ma relativo solo alle indagini sulle responsabilità penali – hanno rilevato profonde e gravi lacune nei sistemi di sicurezza, di gestione, controllo del traffico e dei mezzi rotabili, comuni all’Italia ed al resto dell'Unione Europea.  

In realtà le autorità europee del settore, e l’ERA in particolare, sono a conoscenza di tutte le informazioni tecniche sull’incidente, avendo istituito un'apposita task force, su iniziativa della Commissione europea lo scorso 8 settembre 2009, riunitasi anche a Viareggio nel dicembre 2009, e sono aggiornate sulle iniziative assunte dall’Agenzia Nazionale per  la Sicurezza Ferroviaria Italiana (ANSF).

Infatti, l’ANSF, sulla base della pubblica conoscenza degli elementi essenziali sulle cause del disastro, ha adottato fin dai primi giorni successivi una, sia pur insufficiente, serie di misure di mitigazione dei rischi.
 
Appare inverosimile, offensivo per i familiari delle vittime di Viareggio e per tutti i cittadini europei, che l’ERA affermi di non possedere informazioni e dati per formulare proposte di miglioramento della sicurezza ferroviaria della rete comunitaria!

Paradossalmente, risulta che l’ERA, non abbia fatto proprie neanche le pur blande misure adottate in Italia dall’ANSF, ma che su pressione delle lobby ferroviarie, abbia avviato un’istruttoria - per il momento solo tecnica - propedeutica a un'eventuale apertura di procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia.

In sostanza vi è il rischio che l’Unione Europea, invece di mettere a frutto l’immane tragedia di Viareggio, agisca come se essa non fosse mai avvenuta.
 
Abbiamo il fondato timore che finora sia mancata la necessaria determinazione politica per arginare le spinte e gli interessi – pur legittimi - rappresentati dalle imprese del settore che si pongono oggettivamente in contrapposizione con la ineludibile necessità di garantire in via prioritaria maggior tutela alla sicurezza collettiva della rete ferroviaria comunitaria, anche attraverso una profonda revisione della normativa.
 
Vorremmo quindi richiamare la Sua attenzione, quella dei responsabili della DG Mobilità e Trasporto e dell’opinione pubblica comunitaria per chiedervi, col dolore e la forza che deriva dalla tragica esperienza di Viareggio, di agire, sulla base del mandato conferitole, perché siano adottate a livello europeo misure adeguate, preferendo il bene comune, a tutela della vita umana, dell’ambiente e della sicurezza collettiva".

 

"Il mondo che vorrei"  "Assemblea 29 giugno"  "Ancora in marcia"

 

2-3-11