Lunedì 16 Ottobre 2017
Strage di Viareggio. Oggi l’incidente probatorio sui materiali PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 05 Marzo 2011 07:47

Di Alessandra Valentini - Dopo il deragliamento nella stazione di Viareggio del treno merci 50325 a causa della rottura dell’asse di un carrello, cinque delle 14 cisterne cariche di Gpl si ribaltarono ed una subì lo squarcio con la fuoriuscita del Gpl e l’inferno di fuoco che costò la vita a 32 persone la notte del 29 giugno 2009.
Ma, se a far deragliare il treno fu la rottura del famigerato asse, cosa tagliò la cisterna carica di gas? .....

Al momento, infatti, due sono le tesi che si fronteggiano, sostenute rispettivamente da Polizia Ferroviaria e Procura di Lucca, da una parte, e Rfi e Fs dall’altra. Per i primi l’attenzione si è concentrata sul picchetto di regolazione delle curve; per Rfi la lacerazione della cisterna è da attribuirsi alla “zampa di lepre”, elemento che Rfi ci tiene a definire “componente essenziale dello scambio”, e quindi in base a ciò, da questo punto di vista Rfi non potrebbe essere ritenuta responsabile del disastro. Al contrario, se colpevole della lacerazione fosse il picchetto, un paletto d’acciaio posizionato ogni 10 metri, Rfi potrebbe dover rispondere del fatto di non aver fatto una accurata valutazione dei rischi derivanti dal tenere elementi taglienti sulle linee dove passano carri con merci pericolose. Che ci possano essere alternative ai picchetti, lo dimostra il fatto che sulle linee ad Alta Velocità non sono presenti, ma la loro funzione è sostituita da sistemi tecnologici.
Lo squarcio sulla cisterna e i resti del materiale che si trovano sullo squarcio potrebbero fornire le risposte alla Procura, per questo si tratta di accertamenti importanti, alcuni dei quali irripetibili. Risposte che aspettano da tempo i familiari delle vittime e tutte le 349 parti offese, alle quali potrebbero aggiungersi anche i macchinisti della rivista “ancora In Marcia!”, che sono presenti questa mattina a Lucca e proprio alla vigilia dell’incidente probatorio hanno depositato presso il Tribunale di Lucca l’atto formale per costituirsi in giudizio come parte offesa nel processo per la strage di Viareggio. “La rivista – spiegano i macchinisti - ha seguito e partecipato con campagne di informazione e divulgazione tecnica  tutti gli incidenti e i disastri ferroviari avvenuti in Italia. Lo stesso è accaduto con la strage di Viareggio alla quale ha dedicato particolare attenzione, sia per l’assoluta gravità, che per il coinvolgimento di normali cittadini esterni al mondo ferroviario”.
Fino ad oggi gli indagati per incendio e disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose plurime e per la mancata valutazione dei rischi connessi al trasporto di una sostanza pericolosa come il Gpl, sono 38 e tra loro figura anche l’a.d. delle Ferrovie Mauro Moretti; ai 38 si aggiungono 8 aziende.
Oggi ricordiamo che con l’incidente probatorio, una anticipazione rispetto al dibattimento della fase di formazione della prova limitata agli elementi sopra descritti, l’inchiesta sulla strage di Viareggio entra nel vivo, anche se per arrivare al solo incidente probatorio ci sono voluti quasi due anni di tempo.

 

07-03-2011