Giovedì 19 Ottobre 2017
Arcigay presenta la Campagna contro l’omofobia e riempie l’Italia di baci PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Mercoledì 04 Maggio 2011 14:04

“La lotta all’omofobia è un impegno civile condiviso, una battaglia che contribuisce all’unità del nostro Paese, per questo stiamo lanciando una campagna che coinvolge tutte le associazioni LGBT ma anche la Cgil, l’Arci, gli studenti ed altre organizzazioni”.  Così Paolo Patanè, Presidente Nazionale Arcigay, ha presentato questa mattina alla stampa la campagna nazionale in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, che si terrà il 17 maggio.

Tutta la penisola sarà impegnata dalla campagna di sensibilizzazione che promuove la dignità, la libertà, gli affetti delle coppie gay e che si basa sulla cosa più semplice e bella, un bacio. I due manifesti della campagna ritraggono un bacio fra una coppia gay ed un bacio fra una coppia lesbica, con gli slogan “Civiltà prodotto tipico italiano” e “Italia unita contro l’omofobia”. A fare da sfondo ai baci, la bandiera italiana che richiama i festeggiamenti per i 150 dell’unità nazionale e la richiesta di piena cittadinanza e dignità per le persone omosessuali. In tutta Italia verranno distribuiti 15 mila manifesti, 8 mila locandine, 45 mila flyer, tantissime le iniziative in programma, il calendario è consultabile sul sito www.arcigay.it.

Davanti ai giornalisti, insieme a Patanè, anche i rappresentanti di alcune delle 15 associazioni che hanno aderito alla campagna (Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Fondazione Fuori, Democratici per i diritti e la dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans, GayLib, Rete degli studenti medi, Famiglie arcobaleno, Agedo, Certidiritti, ReteLenford, Arci, Cgil, Udu, Gaynet). E proprio Rita De Sanctis, Associazione Genitori di Omosessuali, sottolinea con amarezza come “i nostri figli sono bersagli di episodi di omofobia da parte di chi dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini. Posso sorvolare sull’omofobia del Vaticano, non sono una cittadino del Vaticano, ma non posso sopportare l’omofobia di Stato”. Inevitabile per Patanè riallacciarsi alle ultime esternazioni di Giovanardi che ha definito il bacio gay come una cosa da nascondere, che fa vergogna. “Siamo noi, sono i cittadini di questo Paese – risponde il Presidente di Arcigay – che si vergognano di tali affermazioni. Giovanardi si dovrà rassegnare a vedere i nostri i baci, la nostra è una campagna di visibilità, del resto noi ci siamo rassegnati a dover vedere lui”.
Luca Trentini, Segretario Nazionale Arcigay, punta l’attenzione sui numerosi episodi di omofobia: nel 2010 ci sono stati 2 omicidi, 39 violenze, 6 casi di estorsione e 2 di bullismo; dall’inizio del 2011 già 8 casi di violenza per omofobia. Numeri che fanno riflettere, soprattutto se si pensa che si tratta solo dei reati denunciati, la punta di un iceberg ben più grande, fatto di violenza, intolleranza, ignoranza. Ma anche di paura, paura irrazionale verso chi è considerato diverso, paura nei confronti del sesso considerato tabù, come spiega Sergio Rovasio di CertiDiritti.
Presenti in sala anche rappresentanti delle istituzioni, da Massimiliano Monanni, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, che ha portato i saluti del ministro Carfagna, a Paola Concia. La deputata del Pd ha ricordato che il 23 maggio verrà discussa alla Camera la legge contro l’omofobia, “una battaglia in cui non siamo soli”, dal Pd, all’Idv, a Sel, ai Radicali, e alla lista si aggiunge ora anche Fli, una parte della politica è al fianco di chi lotta per i diritti. Dopo il saluto di Mister Gay Europa (che con orgoglio possiamo dire essere italianissimo!) la chiusura della conferenza stampa spetta a Paolo Patanè: “Noi non vogliamo essere vittime, vogliamo essere protagonisti. Protagonisti di una fase di cambiamento, anche politico, che ridia all’Italia rilievo europeo, che rimetta al centro la dignità e la libertà”.

 

 

 

Valentina Valentini

 

04-05-2011