Venerdì 18 Agosto 2017
Giornata internazionale contro l’omofobia PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Lunedì 16 Maggio 2011 00:00

Il 17 maggio è la La Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, una manifestazione che si è tenuta per la prima volta in Italia nel 2005, a 15 anni dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità...

Nel 2007 poi l’Unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia con la Risoluzione del 26 aprile 2007 in cui si legge: “l'Unione europea è innanzitutto una comunità di valori, in cui il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, l'uguaglianza e la non discriminazione sono fra i valori che più contano”. Viste le posizioni del Vaticano e le esternazioni  intolleranti e talora volgari espresse nelle ultime settimane da alcuni esponenti politici, vogliamo riportare anche l’Articolo 10 della Risoluzione in cui l’Unione europea “condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli”.
L’Arcigay insieme ad altre 15 associazioni ha deciso di combattere la discriminazione e gli attacchi in un modo semplice e naturale, con dei baci. Nasce così la campagna contro l’omofobia che ha portato le immagini di baci omosex in tutte le città d’Italia, con manifesti e volantini che ritraggono il bacio fra una coppia gay ed una coppia lesbica. Ma sono tante anche le iniziative e gli incontri di sensibilizzazione, prevenzione ed informazione contro le violenze, le discriminazioni e le ingiustizie che giornalmente colpiscono la popolazione LBGT in Italia.  Ma Arcigay analizza anche la situazione mondiale ed il quadro che ne esce è sconfortante. L’omosessualità è ancora punita con la morte in Iran, Mauritania, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Arabia Saudita e Nigeria. In Africa del Nord è reato ovunque tranne che in Egitto, ed è reato in buona parte dei restanti Paesi africani così come in Medio Oriente ed in Asia (l’India ha da poco abolito gli ergastoli per gli omosessuali), in alcuni Stati del Sud America e dell’Oceania.
Vogliamo chiudere con le parole di Paolo Patanè, Presidente Nazionale Arcigay: “L’omofobia è ladra, perché ci deruba la vita, il nostro tempo, il sacrosanto diritto di essere gay e lesbiche(…). L’omofobia è violenta, perché urla, insulta, picchia, stupra, uccide. Ma prima di tutto l’omofobia non è mai un singolo fatto, ma un atteggiamento: è lo scandalo di chi lascia che tutto questo continui ad accadere, perché il silenzio di chi vede e tace permette che si continui ad ingannare, derubare ed usare violenza. Non si può essere contro l’omofobia “un poco” o “quando è possibile”, perché l’omofobia crea ingiustizia, infelicità e crimini sempre ed in qualunque caso. Combattere l’omofobia significa anche prevenirla con la cultura e lottare per la dignità, la libertà e l’eguaglianza di tutte le donne e gli uomini in Italia. Combattere l’omofobia restituisce senso e slancio alla Civiltà ed all’Unità del Paese”.

Valentina Valentini