Lunedì 16 Ottobre 2017
Viareggio. Proteste dei familiari contro le Fs che seguitano a declinare ogni responsabilità PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 08 Giugno 2011 08:48

Lo squarcio nella cisterna venne provocato dall'impatto con un componente indispensabile dello scambio, cioè  la deviata a zampa di lepre, come sostengono le Ferrovie, o da un picchetto, come sostengono Procura e parti civili? Gli accertamenti di oggi a Viareggio, nell’ambito dell’incidente probatorio, dovrebbero essere volti a fare luce su questo punto fondamentale...

La cisterna o quello che ne resta è parcheggiata su un binario laterale della stazione di Viareggio e ingabbiata in una specie di box di rete metallica, i rappresentati dei comitati e i familiari delle vittime hanno assistito alla perizia e non sono mancati momenti di rabbia e protesta contro le Fs, che da mesi cercano una loro verità sulla strage che costò la vita a 32 persone e per la quale le Fs negano ogni responsabilità.

 Anche oggi l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’a.d. Mauro Moretti ha ribadito che: «Ritengo che sia inequivocabile che lo squarcio sulla cisterna è stato provocato dalla piegata a zampa di lepre», cioè è una parte indispensabile allo scambio quindi non abbiamo colpe. Ma forse in fase di incidente probatorio parlare di “inequivocabile” è almeno azzardato e di sicuro irritante per chi vuole ricercare la verità a 360°.
Lo stesso avvocato Raffaello Cecchetti, legale della presidenza del Consiglio, ha commentato che «l'impressione visiva è che una rottura come quella possa essere provocata da una superficie come quella di un picchetto», volgendo lo sguardo verso uno dei due picchetti all'esame dei periti. Anche lui si è unito alle parti civili e Procura, che hanno individuato nel picchetto, un elemento che indica le curve, l’elemento che ha provocato lo squarcio, elemento che secondo l'accusa vista la sua pericolosità, poteva essere sostituito.
Quando alla cisterna si sono avvicinati i periti delle Ferrovie i parenti delle vittime hanno gridato «venduti, buffoni, servi di Moretti». Alcuni hanno alzato le gigantografie dei figli e degli amici morti nella strage: «Voltatevi, guardateli».
Noi li abbiamo visti e sono i volti di Federico, Emanuela, del piccolo Luca, di Lorenzo, tutti uccisi dall’incuria, da una micidiale catena di controlli mancati, di omissioni.
Dopo la giornata di ieri, i successivi accertamenti proseguiranno in laboratorio e dovrebbero concludersi entro fine mese, mentre il 2 novembre è fissato il confronto tra le parti.

 

Alessandra Valentini

 

8-6-11