Mercoledì 22 Novembre 2017
Bufera Trenitalia. Arresti per appalti truccati, «un meccanismo ben organizzato e oleato» PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 05 Ottobre 2011 11:54

 

Trenitalia è stata travolta di nuovo da un’inchiesta su gare d’appalto “truccate” che coinvolge anche la Sepsa, società campana che gestisce la linea Cumana e Circumflegrea. L’accusa principale mossa dalla Procura di Firenze riguarda gare d’appalto truccate.

 

Il risultato dell’operazione Espresso ha portato a 42 indagati e 15 arresti, con perquisizioni in tutta Italia. Il quadro che emerge dall’indagine e dalle parole del Procuratore capo di Firenze è quello di un sistema organizzato e consolidato di corruzione. «Il fine dell'organizzazione era di accaparrarsi gli appalti. Le cose andavano avanti da tempo, era un meccanismo ben organizzato e oleato». Così ha spiegato il Procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, aggiungendo che«sapevano fare le cose per bene».
Le gare al centro dell’attenzione riguardano forniture di accessori per la manutenzione dei treni, forniture di schede elettriche per la riparazione dei convertitori, accessori per la riparazione di unità frenanti, bobine per motori elettrici, collettori, bobine per locomotrici, accessori per la riparazione di piccole macchine rotanti. Il valore di ogni singola gara oscillava tra i 500.000 e i tre milioni di euro. Grazie anche alle intercettazioni è stato possibile scoprire l’intricata matassa di rapporti, scambi e collegamenti tra imprenditori e funzionari di Trenitalia collusi. «Le intercettazioni hanno dato un contributo significativo - ha affermato Quattrocchi -. Sono un mezzo di cui non possiamo fare a meno». Secondo quanto spiegato, gli appalti venivano truccati grazie a funzionari infedeli di Trenitalia e Sepsa disponibili a fornire alle aziende informazioni sui futuri ordinativi, in cambio di denaro, viaggi, Ipad e altri aggetti elettronici. Gli imprenditori che partecipavano alle gare avrebbero poi simulato un'insistente concorrenza: secondo l'accusa, le graduatorie delle gare venivano programmate in anticipo, in modo da garantire profitti a tutti i partecipanti. Alla fine di ogni anno di attività, gli imprenditori del cartello, definito “la fratellanza” nelle intercettazioni, dovevano ottenere lo stesso ricavato. L'organizzazione prevedeva anche la figura del “situazionista”, una sorta di mastro contabile che curava la redazione del prospetto delle classifiche di gara predeterminate (la “situazione”, appunto).
Considerata la delicatezza delle forniture oggetto delle gare d’appalto truccate, si pone non solo un problema di soldi, concussione, corruzione ed illegalità, ma di sicurezza e, se il Procuratore capo di Firenze ha affermato che «non sono emersi rischi per quanto riguarda la sicurezza», Lorena La Spina, dirigente della Polfer Toscana, ha evidenziato che «al momento non ci sono evidenze dirette di rischi per la sicurezza, ma non escludiamo che ne emergano in futuro».
Le Ferrovie dello Stato è dal 2007 che hanno a che fare con un problema di corruzione in Trenitalia, e già nel 2007 e 2009 ci furono indagini e arresti. È evidente che le Ferrovie, come dice l’a.d. Moretti, vera parte lesa di tutta la questione, hanno un problema che è radicato ed un sistema che ha resistito vivo e vegeto ai tentativi di pulizia interna operati nelle Ferrovie del 2007.

 


Alessandra Valentini

 


5-10-11