Lunedì 16 Ottobre 2017
Viareggio. Polemica, perito ha lavorato per Fs. Gip respinge richiesta di ricusazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 05 Novembre 2011 11:31

Da mercoledì a Lucca si è svolto l’incidente probatorio, terminato venerdì sera, per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio, che provocò 32 morti, non erano mancati momenti di tensione tra Pm e periti del Gip, ma ieri una forte polemica ha animato i lavori.

 

Il Gip ha respinto la richiesta della Procura di Lucca di ricusare i periti nominati dallo stesso Gip per stilare la relazione sulle cause della strage. In particolare la questione riguarda uno dei periti del Gip, che rispondendo al Pm in fase di interrogatorio ha ammesso di aver già lavorato per le Ferrovie. Il perito, Ing. Licciardello, ha ammesso di aver lavorato a un programma del ministero delle Infrastrutture sulla sicurezza ferroviaria, programma che risulterebbe finanziato da Rfi, ma questo non è sembrato sufficiente a rimuoverlo dal suo incarico. Il Pm ha chiesto la ricusazione di entrambi i periti, ma per il Gip Simone Silvestri non c'è incompatibilità. Il giudice dell'udienza preliminare ha stabilito che «non c'è sudditanza psicologica» e quindi sono state acquisite le perizie ed è stato chiuso l'incidente probatorio.

«E' una cosa che fa accapponare la pelle - commenta l'avvocato Tiziano Nicoletti delle famiglia Battistini-Beretti - perché se i soldi partono da Fs l'incompatibilità è lampante. La Procura ha poi fatto anche una istanza di sostituzione periti per negligenza ma il giudice ha respinto anche questa, quindi di fatto -conclude l'avvocato- l'incidente probatorio è terminato». Durissime anche le parole di Daniela Rombi, madre di Emanuela e presidente del comitato dei familiari delle vittime della strage di Viareggio Il mondo che vorrei, «32 morti non possono sentire queste cose» e «chi deve accertare la verità deve essere trasparente. Hanno offeso noi e i nostri morti».

La decisione relativa al perito del Gip e la successiva polemica, in qualche modo, richiama alla mente il trattamento riservato dalle Fs a Riccardo Antonini, macchinista e consulente (a titolo gratuito) di parte dei familiari delle vittime: per lui le Fs hanno emesso una sanzione di 10 giorni e la diffida a ricoprire l’incarico, lo ripetiamo gratuito, di consulente.

Ma torniamo a quanto accaduto al Polo fieristico di Lucca, dove si è trasferito per queste giornate il Tribunale. I risultati delle perizie dei consulenti del Gip sono diversi da quelli dei consulenti della procura e di alcune parti civili. Gli esperti convergono sul motivo del deragliamento, ovvero la rottura di un asse, ma sono in disaccordo sulle cause dello squarcio nella cisterna. Secondo Rfi e i periti del Gip, in base all'analisi del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, lo squarcio sarebbe dovuto all'impatto con la cosiddetta 'deviata a zampa di lepre’, una componente essenziale dello scambio. La Procura di Lucca e alcuni componenti di parte civile sostengono, al contrario, che uno dei due picchetti di regolazione della curva avrebbe provocato uno squarcio di 40 centimetri nella calotta della cisterna dal quale sarebbe uscito il gpl provocando l'incendio. La ricostruzione dei tecnici della Procura attribuirebbe la responsabilità a Rfi che non avrebbe provveduto a rimuovere i picchetti che tracciano le curve, ritenuti pericolosi.

 

Alessandra Valentini

 

5-11-11