Giovedì 21 Giugno 2018
Siria. Decreto di espulsione per il gesuita Paolo Dall’Oglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Lunedì 28 Novembre 2011 09:11

“Credo che un grande negoziatore come il fondatore della comunita' di Sant'Egidio, Andrea Riccardi ora ministro della Cooperazione, possa riattivare un ruolo italiano nell'evoluzione della crisi in Siria".

Dalle pagine del Corriere, padre Paolo Dall'Oglio, gesuita romano impegnato da trent'anni nel dialogo fra cristiani e musulmani, si rivolge al ministro Riccardi dopo aver ricevuto da Damasco un decreto di espulsione. "Vengo cacciato dalla Siria, perche' indico una via d'uscita dalla crisi diversa da quella che il governo sta perseguendo – afferma padre Dall'Oglio - Questa societa' soffre da anni di un'opacita', che ha contagiato anche gli ambienti religiosi, a volte conniventi. Io ho cercato di lavorare all'insegna della trasparenza e ho provocato la reazione degi ambienti opachi: due anni fa hanno chiuso il parco nazionale del monastero e vietato i dibattiti interreligiosi; a marzo il divieto di rientro in Siria in caso di espatrio, ora il mio allontanamento". Nel panorama cristiano, afferma padre Dall’Oglio “sono uno dei pochi che si e' potuto concedere il lusso di correre dei rischi: sono oggettivamente solo, pero' ho l'appoggio di tanti giovani, anche su facebook. Spero ancora di convincere il vertice siriano che le parole d'ordine del monastero sono le condizioni per uscire non divisi dalla tempesta. Una cosa - ricorda - sono le azioni di propaganda del regime per conservare il consenso dei fedelissimi, un'altra e' perseguire una soluzione". Sono in corso intanto trattative fra la stessa chiesa siriana e le autorita' per evitare che Dall'Oglio venga espulso. Dal Vaticano confermano che la situazione del religioso non e' ancora definita. E dalla Radio Vaticana il gesuita fondatore della comunità monastica di Deir Mar Musa ha prposto alle autorità siriane di ''impegnarmi di meno sul fronte politico e culturale e di piu' su quello spirituale in modo tale da poter evitare l'espulsione dal Paese''.

 

 

A.V.

 

28-11-11