Giovedì 21 Giugno 2018
Violenza in Siria. Le denunce dell’Onu e l’appello di padre Dall’Oglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 13 Marzo 2012 11:24

 

Più di 8 mila persone hanno perso la vita in Siria dall’inizio delle rivolte contro il regime di Bashar al-Assad, represse nel sangue dalle forze governative. E’ quanto riferisce il presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Nassir Abdulaziz al-Nasser, che ha affermato: “in Siria ci sono sistematiche e diffuse le violazioni dei diritti umani" e la "comunità internazionale ha una sua responsabilità" nel proseguio delle violenze.

Inoltre al-Nasser ha sottolineato come fra le vittime si contino moltissime donne e bambini. E’ solo di ieri la notizia dell’ultimo massacro, ad Homs, nel quartiere sannita, intere famiglie sono state decimate, quasi 50 le vittime, tutti civili. Le immagini girate sul web sono raccapriccianti, corpi di donne e bambini trucidati, una violenza gratuita e folle di cui non si conoscono, e forse non si conosceranno mai, i responsabili. Infatti secondo gli attivisti le milizie lealiste sarebbero responsabili del massacro, dal canto suo il regime accusa bande terroriste, che avrebbero rapito e ucciso i civili, inviando poi le immagini alle televisioni per attribuire le uccisioni alle autorità di Damasco.

 

La situazione nel Paese sembra fuori controllo, nessuno è al sicuro e fuggire è sempre più difficile. Human Rights Watch denuncia che il fatto che il governo siriano stia disseminando mine antiuomo lungo il confine con il Libano e la Turchia, per sbarrare, letteralmente, la strada ai rifugiati che cercano di lasciare il paese e rivolge un appello allo stesso governo affinché cessi quest’azione inumana, che colpisce solo i civili.
L’allarme arriva anche dal gesuita padre Paolo Dall'Oglio, che ha vissuto a Damasco la maggior parte della sua vita, e ha fondato la comunità monastica di Mar Musa: “Se la comunità internazionale non farà qualcosa,in Siria succederà in piccolo quello che è successo in Ruanda. Siamo molto angosciati per l'aumento della violenza in questo paese. Bisognerebbe fare una scelta di non violenza internazionale, inviando decine di migliaia di accompagnatori non violenti, per accompagnare la riconciliazione tra le popolazioni. Questo -rimarca il religioso- richiede un impegno positivo da parte delle autorità governative e dalla comunità internazionale, ognuno ha la sua responsabilità morale”.

 

13-03-2012