Sabato 21 Ottobre 2017
Viareggio sei mesi dopo chiede giustizia. A Grosseto incidente su merci carico di Gpl PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 02 Gennaio 2010 00:00

Viareggio sei mesi dopo: nessun indagato dal quel 29 giugno, 32 vittime, un’esplosione che ha portato via vite, case, ricordi, un incidente, come dicono ancora oggi coloro che chiedono verità e giustizia, che poteva essere evitato...


Ieri sera ancora una grande manifestazione con circa mille persone che si sono date appuntamento alla Stazione di Viareggio, davanti a quei binari, per chiedere che si indaghi, che si cerchino le responsabilità e i colpevoli. Al presidio organizzato dall’Assemblea 29 giugno hanno partecipato associazioni e movimenti, l’Arci, la Cgil, ma soprattutto tanti cittadini e tanti ferrovieri. I manifestanti, con lo striscione “Sicurezza e giustizia per Viareggio”, sono scesi sui binari, bloccando per un po’ i due treni in transito, l’Eurostar proveniente da Genova e un Intercity proveniente da Pisa e diretto a Genova. Su un treno anche l’attore Paolo Rossi, che appena ha appreso il motivo del “blocco” del treno è stato immediatamente solidale con i manifestanti e con la città di Viareggio. I rappresentanti del comitato “Sicurezza, verità e giustizia” hanno ribadito che “la città di Viareggio si aspetta i nomi sul registro degli indagati della procura di Lucca”.
Alla manifestazione ha preso parte anche Wilmer  il fratello di Elisabeth Silva Guadalupe, 36 anni, la trentaduesima vittima della strage, morta il 23 dicembre scorso. Con dolore e fermezza, Wilmer ha chiesto per sua sorella e per tutte le vittime un po’ di giustizia davanti ad una simile tragedia.
Tra i manifestanti, ieri sera, era presente anche Dante De Angelis, macchinista ferroviere e Rls licenziato dalle Fs perché si occupava (e si occupa di sicurezza) e riassunto dal Tribunale del Lavoro. Dante, in prima linea nel chiedere maggiore sicurezza per chi viaggia e lavora sui treni, da subito è stato vicino ai familiari delle vittime e ai colleghi coinvolti nel drammatico incidente.
Dopo sei mesi i familiari delle vittime, i ferrovieri, i cittadini tutti hanno ribadito che i morti di Viareggio non possono essere dimenticati. Come non possono essere taciuti i “nomi” di chi poteva evitare quanto accaduto, riproponendo il noto scaricabarile di responsabilità tra Fs, Gatx, Sarpom, o altri soggetti “interessati” al transito e al controllo dei treni merci sui nostri binari.
Intanto, mentre si piangono ancora le vittime di Viareggio e si chiede per loro giustizia e verità, proprio vicino Grosseto si è verificato un altro incidente sempre su un treno merci carico di Gpl, fermato a Giuncarico perché le ruote di un vagone erano in fiamme. La notizia è uscita solo il 24 dicembre, grazie alla testimonianza di un automobilista che aveva segnalato ai vigili del Fuoco un treno che camminava con le ruote in fiamme; l’episodio però è del 22 dicembre e solo il 29 sono terminate tutte le operazioni di travaso del Gpl e di messa in sicurezza della zona. Dalle Fs, però, nessuna comunicazione, almeno fino al 24 quando esce la notizia in agenzia e l'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato è costretto ad intervenire, affermando che “il treno è rimasto con l'impianto frenante di un carro bloccato per diversi chilometri” e che quelle che si sono sprigionate dalle ruote erano “solo scintille”, come se una scintilla non fosse sufficiente ad infiammare il Gpl. “Ma – proseguono le Fs - il sistema di sicurezza che su tutta la rete rileva la temperatura aveva registrato il problema e il treno sarebbe comunque stato fermato più avanti. E' una situazione che può capitare, ma non c'è stato alcun pericolo”.


Alessandra Valentini


30-12-09