Lunedì 16 Luglio 2018
SPECIALE LIBRI ESTATE. Essere nel fuoco PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 05 Agosto 2011 08:47

“Alla base di tutti i problemi del mondo ci sono delle persone, gruppi di persone in conflitto. […] affrontare il fuoco del conflitto, invece di evitarlo, è uno dei modi più efficaci per risolvere le divisioni presenti ad ogni livello della società.” In poche righe Arnold Mindell ci introduce ad una delle sue opere più interessanti, presentata con coraggio al pubblico italiano da Anima Mundi e Terra Nuova edizioni.


ESSERE NEL FUOCO. Gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale è un libro che combina psicologia, azione sociale e pratiche di organizzazioni dei gruppi con la trasformazione politica, in un continuo scambio tra esteriore ed interiore che ha come fine la costruzione di un nuovo modello di società in cui la diversità ed il conflitto diventano occasioni di crescita e di scoperta.


Arnold Mindell, nato negli Stati Uniti nel 1940, dopo aver conseguito un Master in Fisica al Massachussets Institute of Technology (MIT) di Cambridge, durante un viaggio di studio a Zurigo si avvicina alla psicanalisi, diventando un quotato analista junghiano. Negli anni settanta, attingendo anche a concetti propri dello sciamanesimo e del Taoismo, ha poi elaborato originali metodi di approccio terapeutico come il Process Oriented Psychology (Process work) ed il Worldwork, caratterizzato da una dimensione sovra individuale, che unisce componenti sociali e politiche per gestire la conflittualità in gruppi estremamente numerosi ed eterogenei.
In questo quadro si inserisce Essere nel fuoco nel quale Mindell ci spiega come il conflitto e la diversità possano essere strumento di trasformazione sociale, mezzo creativo, un fuoco, appunto, che invece di distruggere diventa generatore di rapporti autentici, più umani, che porta i gruppi, le comunità a giungere a soluzioni nuove, ad una nuova armonia. Per Mindell, che abitualmente lavora con gruppi anche di alcune centinaia di individui e che ricalcano le numerose differenze (sociali, razziali, economiche…) che abitualmente coesistono nella quotidianità, è fondamentale analizzare i problemi lavorando sulla propria persona e allo stesso tempo sulla comunità, sul gruppo, abbracciando il conflitto affinché diventi motore di un cambiamento individuale e collettivo.
“Per creare un mondo migliore, notate gli spiriti del tempo e portateli alla luce. In questo modo fate un lavoro individuale, un lavoro relazionale e un worldwork tutti assieme. Riconoscete il valore dei problemi. Accettate la natura. Fate la pace con la guerra. Sempre meno persone soffriranno. Gioite del sole e della pioggia, e la natura farà il resto. Questa è la rivoluzione di cui abbiamo bisogno.”

 

V.V.