Venerdì 18 Agosto 2017
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Memoria e valori nelle canzoni. La leggenda del Piave E-mail
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La canzone del Piave o Leggenda del Piave è una canzone patriottica scritta nel 1918 da Ermete Giovanni Gaeta. Il testo ricorda e narra l’inizio della Prima Guerra Mondiale e gli scontri sul Piave contro l’esercito Austro-Ungarico, la ritirata di Caporetto, la difesa e poi la vittoria finale. La canzone fu anche inno nazionale dal 1943 al 1946. Come abbiamo fatto per altri episodi della storia d’Italia, con questa canzone intendiamo non celebrare una entrata in guerra ma ricordare come 100 anni fa ebbe inizio una pagina triste e dolorosa della nostra storia, che tuttavia non rese l’Italia immune da un’altra guerra a pochi anni di distanza. Però da questo testo viene fuori anche un’altra riflessione, il pensiero a quei fanti, giovani e spesso ingenui andati o mandati a morire per una Patria. Giovani fanti dai giovani ideali, troppo presto caduti.

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L'Associazione Diritti Distorti presenta BEFILMAKER A GAZA E-mail

"Befilmaker a Gaza” è il libro di Valerio Nicolosi, edito dall’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il reportage racconta l’esperienza a Gaza di Valerio attraverso 22 racconti e 26 fotografie. L’intero ricavato delle vendite sarà utilizzato per un nuovo corso di videomaking a Gaza.

 

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UN DOLCE SEGNO. Evento di cake design con Renato Ardovino per udenti e non udenti. SABAUDIA 9 E 10 MAGGIO E-mail
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Un week-end di cake design ed integrazione a Sabaudia il 9 e 10 maggio, organizzato dall’Associazione L’Oasi dei Fiori con il Patrocinio del Comune di Sabaudia, Assessorato alle Politiche sociali e Assessorato alle Attività produttive, dell’Ente Nazione Sordi e dell’Associazione Nazionale Cake Designer Italia. L’evento nasce con uno scopo sociale e di aggregazione e con l'intento di promuovere il territorio di Sabaudia con le sue bellezze naturalistiche ed archeologiche.

 

 

 

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Memoria e valori nelle canzoni.LA BALLATA DI SANTE CASERIO E-mail
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Questa è una canzone di Pietro Gori, La ballata di Sante Caserio, scritta nel 1900 in ricordo di Sante Caserio, anarchico che nel 1894 pugnalò il Presidente della Repubblica Francese, Carnot.

Sante Caserio coi suoi ultimi risparmi comprò un coltello dal manico rosso e nero (i colori dell'Anarchia), lo incartò in un giornale e fece un viaggio in treno diretto a Lione, ove il presidente Carnot era in visita all'Esposizione Internazionale.

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Memoria a valori nelle canzoni. GIOVANNA MIA E-mail
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Giovanna mia, questa che proponiamo è una canzone della Resistenza, risalente al 1944,  questa è la versione “ufficiale”, che abbiamo scovato grazie alla segnalazione di Caterina, lettrice e sostenitrice di DirittiDistorti, che ne ricordava una versione riadattata  al territorio delle Langhe e cantata dalla sua mamma.

 

 

Santa Sofia, paese degli amori,

viveva Vanna, fanciulla deliziosa,

aveva gli occhi profondi ed azzurrini

e amava Stoppa, il suo bel partigian.

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Memoria e valori nelle canzoni. IL VESTITO DI ROSSINI E-mail
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Questa canzone, Il vestito di Rossini, è del 1969, testo e musica di Paolo Pietrangeli. Anche questa canzone rappresenta un pezzo di storia cantata: le manifestazioni del ’68, la lotta degli operai nelle fabbriche per chiedere diritti, la politica repressiva di governi e forze dell’ordine. Accanto a tutto ciò l’amore e la passione; la dignità ed il valore della lotta per la democrazia che in questa canzone si incarna nel “vestito della festa”, il più bello, quello delle giornate importanti.

 

"Come ti chiami?". "Ve l'ho già detto".

"Ripeti ancora, non ho capito".

"Sono Rossini, iscritto al partito,

sor commissario, mi conoscete".

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Memoria e valori nelle canzoni. ADDIO LUGANO BELLA E-mail
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Con “Addio Lugano bella” siamo davanti ad un classico di Pietro Gori, che su una musica popolare anonima scrisse nel 1895 le celebri parole. Pietro Gori in quell’anno fu espulso dalla Svizzera insieme ad altri 17 profughi italiani e raccontando quella “cacciata”, scrisse queste immortali parole, inno degli anarchici e della libertà.


Addio Lugano bella
o dolce terra pia
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
con la speranza in cor.
E partono cantando
con la speranza in cor.

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Memoria e valori nelle canzoni. QUEI BRIGANTI NERI E-mail
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Il testo di questa canzone risale al 1944, testo anonimo, diffuso tra i partigiani dell'Ossola, che riprende in chiave resistente alcuni elementi della vicenda di Sante Caserio e della ballata che narra il suo interrogatorio. La citazione del pugnale riporta a Sante, che uccise il presidente francese Carnot con un colpo di pugnale; lo stesso per l'appello alla madre.

Quei briganti neri

E quei briganti neri mi hanno arrestato,

In una cella scura mi han portato.

Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:

Piuttosto di parlare vado alla morte.

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Memoria e valori nelle canzoni. PER I MORTI DI REGGIO EMILIA E-mail
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Iniziamo una rubrica con la quale riproporremo alcune canzoni di lotta e di protesta attraverso le quali sono stati narrati e tramandati episodi della storia italiana e mondiale del '900. Il primo testo scelto è "Per i morti di Reggio Emilia".

Come si evince dal titolo nella canzone si racconta/denuncia la strage avvenuta il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, dove durante una manifestazione sindacale le forze dell'ordine uccisero cinque operai: Ovidio Franchi, Afro Tondelli, Lauro Farioli, Emilio Reverberi e Marino Serri.

In piazza si protestava contro il Governo Tambroni e la sua decisione di far svolgere a Genova il congresso del Msi. In realtà dai drammatici fatti del 7 luglio, la canzone in modo sapiente ricostruisce la storia d'Italia e non solo. dalla Resistenza alla lotta di tutti gli antifascisti contro il franchismo in Spagna per collegarsi a tutte le lotte operai o dei movimenti dei lavoratori che attraversavano tutto il Paese.

Nel testo, come in un libro di filosofia, si traccia il profilo dell'internazionalismo socialista e dell'antifascismo come valori fondanti.

Per i morti di Reggio Emilia

Compagno cittadino fratello partigiano

teniamoci per mano in questi giorni tristi

Di nuovo a reggio Emilia di nuovo la` in Sicilia

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Rocca Canavese. La strage dimenticata delle piccole fiammiferaie E-mail
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La storia spesso si dimentica delle tante storie che la compongono, così episodi importanti che hanno portato grandi lutti o grandi avvenimenti spesso rimangono in qualche angolo dal quale non riesce a farli uscire nemmeno “il magico” google con il suo motore di ricerca, dove si trova pochissimo al riguardo.

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