Martedì 17 Ottobre 2017
Raffaele Guariniello eroe del nostro tempo E-mail
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Questo Osservatorio indipendente di Bologna è nato il 1 gennaio 2008 per ricordare i sette operai della Thyssen che sono morti così tragicamente il 6 dicembre 2007. Sette giovani vite spezzate, lavoratori metalmeccanici come lo sono stato io, tutti d’origine meridionale, come lo sono io.

Ci voleva un Giudice come Raffaele Guariniello, un eroe del nostro tempo, che in silenzio difende questa nostra Società dalle ingiustizie, dalle violenze verso i più deboli e dalle devastazioni ambientali. Finalmente c‘è una nuova giurisprudenza per quanto concerne gli infortuni sul lavoro. Aver condannato l’Amministratore Delegato della Thyssenkrupp a 16 anni di reclusione non è stata una vendetta per delle morti che si potevano evitare: non è stata una sentenza mediatica. E’ stato solo un atto di giustizia, una sentenza che dice che la vita di un lavoratore  è più importante di qualsiasi “strategia” aziendale. Che un’azienda ha il dovere di tutelare in tutte le sue forme l’integrità fisica e psichica dei propri dipendenti. Ricordo che piansi quando appresi di quella tragedia: mi chiedevo com’era possibile che pur in un’azienda in crisi che si stava ristrutturando, i lavoratori venivano lasciati, nel 2000 in quelle condizioni d’abbandono. Sono strazianti anche i ricordi che l’Onorevole Boccuzzi, l’unico operaio sopravvissuto a quella tragedia, ha rilasciato per questa occasione. Ha ricordato per molto tempo i compagni di lavoro come se fossero in vita: intorno al piccolo albero davanti all’acciaieria, dove per tre mesi si recava tutte le mattine per parlare con loro. Boccuzzi parlava coi suoi compagni come se fossero ancora in vita. Consigliava a Giuseppe, ancora così giovane di tornare a studiare, così avrebbe trovato più facilmente un nuovo impiego. Dava ragione ad Angelo: certo che non puoi andare a Terni e lasciare a Torino la moglie e i bambini, guarda Rosario che vuole aprire un bar col fratello. Per non parlare della grande dignità dei familiari di quei sette martiri del lavoro, gente del sud, madri, padri, fratelli e figli che in questi anni hanno lottato con tenacia per avere giustizia per i loro familiari. In questi 4 anni di monitoraggio delle morti per infortuni sul lavoro mi sono accorto che non esiste, purtroppo tra la maggioranza degli italiani, la capacità di capire quanto questo triste e barbara sia una morte per infortunio sul lavoro. Da quella tragedia ho cominciato ad archiviare, documentare tutte le morti per infortuni sul lavoro e posso dire con assoluta certezza che le vittime sui luoghi di lavoro non solo non diminuiscono, ma aumentano. Le statistiche ufficiali dicono che calano, ma in realtà calano solo sulle strade e in itinere e questo è dovuto esclusivamente ad automobili più sicure, che anche i lavoratori, per fortuna, acquistano una volta rottamate quelle vecchie. Le tabelle excel elaborate con i dati raccolti non lasciano dubbi. Questo vuol dire che in realtà, quella tragedia così grande non ci ha insegnato niente. Che sui luoghi di lavoro non è aumentata la prevenzione, ma, che a causa della crisi è calata. Ad oggi 16 aprile 2011 le morti sui luoghi di lavoro sono aumentate del 22,5% rispetto al 16 aprile del 2010. Uno stillicidio giornaliero, solo negli ultimi 3 giorni, sui luoghi di lavoro, ci sono state otto vittime in edilizia e agricoltura.  Speriamo che questa sentenza apra gli occhi a chi nelle aziende si occupa di Sicurezza, ai proprietari che spesso delegano a persone poco competenti aspetti così importanti, che si ricordino che davanti a loro hanno uomini e donne con vite importanti e irripetibili.
Carlo Soricelli
Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro