Lunedì 11 Dicembre 2017
500 storie vere. Sulla tratta delle ragazze africane in Italia E-mail
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In questo speciale vogliamo proporvi e consigliarvi un libro uscito un anno fa ma che ci sembra ancora tristemente attuale. Parla di donne, donne con dei sogni che vengono infranti dalla violenza continua, dall’umiliazione, dalla minaccia a loro ed alle loro famiglie. Sono le così dette schiave del sesso, in particolare nel libro si parla di ragazze partite dall’Africa e finite sulle strade del nostro Paese.

500 storie vere. Sulla tratta delle ragazze africane in Italia (Ediesse edizioni)è, dopo Le ragazze di Benin City, il secondo libro di Isoke Aikpitanyi. Una donna nigeriana arrivata essa stessa in Italia nel 2000 con il mito di una vita migliore in Europa e che invece è stata costretta a prostituirsi.

Isoke ce l’ha fatta, si è ribellata e con i suoi libri è riuscita a dare voce a queste ragazze invisibili, senza documenti né identità, donne che scorgiamo sui cigli delle strade, così spesso che le vediamo appena, senza mai guardarle davvero. Nel libro sono raccolte più di 500 testimonianze di donne africane prigioniere in Italia di questa macchina infernale di sesso e sfruttamento. Un fenomeno esteso, un problema legale e sociale che va affrontato con “iniziative integrate, coerenti e precise, di livello nazionale e locale, coordinate con quelle di livello europeo che già alcune direttive comunitarie indicano”, come scrive Susanna Camusso nella presentazione al libro.

 

Nel nostro Paese ogni anno si calcola che siano 70.000 le schiave del sesso, donne costrette a prostituirsi con la violenza, con l’isolamento, il sequestro dei documenti, la minaccia di ritorsioni verso la famiglia rimasta nel Paese di origine, col ricatto di un debito da pagare per il viaggio verso la “speranza”, verso l’Italia. Una realtà di una crudeltà inimmaginabile che “qualcuno deve pur raccontare ed è toccato a me farlo – scrive Isoke - perché ho visto come un sogno si può trasformare in un incubo”. Una voce, 500 voci che abbiamo il dovere di ascoltare, come scrive Suor Eugenia Bonetti nella prefazione di questo libro importante e “pesante”, nel senso che grande è il suo peso, il suo valore, e grande è il peso di queste donne, vittime due volte, dei loro aguzzini e dei clienti che, sottolinea l’autrice, hanno il loro ruolo e le loro responsabilità.