Lunedì 16 Luglio 2018
Regionali Lazio. Intervista a Claudio Bucci, candidato per l'Italia dei Valori E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Con Claudio Bucci, Consigliere regionale uscente, Presidente Commissione Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio e attualmente candidato con l’Idv al Consiglio regionale del Lazio, analizziamo le priorità per la nostra regione e per il territorio di Velletri, cominciando da quello che è già stato fatto e pensando a quello che si potrà fare nei prossimi anni. Tutela dell’ambiente, difesa del lavoro, sviluppo del territorio sono le parole d’ordine per dare continuità ad una politica trasparente ed al servizio dei cittadini...


Regione Lazio, una sfida da affrontare per altri cinque anni: quali sono, secondo te, le priorità per il buon governo e quali gli interventi da portare avanti e che già nella legislatura che si è conclusa ti hanno visto protagonista?
Amministrare una Regione come il Lazio non è semplice: tali e tanti i problemi e le urgenze che spesso trovare equilibri e formule giuste non è facile, spesso si rischia di scontentare qualcuno e di non affrontare tutto al meglio, la coperta in queste situazioni è sempre troppo corta, ma onestamente devo dire che questa legislatura si è contraddistinta per grande onestà e trasparenza, affrontando questioni annose, spesso risolvendole o comunque tentando di porvi rimedio.
Parlando di ciò che è stato fatto, andando per temi, vorrei partire con la questione sanità: il capitolo spesa più gravoso sul bilancio regionale, una situazione che era arrivata allo stremo, al rischio di un tracollo totale del sistema. Ebbene, siamo riusciti, non senza difficoltà e sacrifici, ad approvare un Piano di Rientro ed un Piano sanitario che certo aiuterà a rimettere in piedi una situazione difficile; il fatto stesso che il sistema, in seguito a ciò, sia ancora vivo ne è prova. Ovviamente non posso dimenticare, a tal proposito, come ci sia da modificare una serie di aspetti: per esempio non possiamo permetterci che centri di eccellenza come l’Istituto Santa Lucia, rischi la chiusura: in questi casi dovremmo intervenire in modo serio, ne abbiamo il dovere morale e politico.
Cito poi soltanto, per brevità, il provvedimento sulla casa, il tema rifiuti, con l’approvazione di un piano che punta sulla differenziata, il tema energia, con i tanti finanziamenti sul fotovoltaico ed un Piano Energetico Regionale che mira alla diminuzione delle emissioni di CO2, risparmio energetico, energie alternative, ricerca e innovazione per un rilancio anche di natura economica.
Sul piano delle proposte per il futuro ci sono alcuni temi e punti essenziali su cui intendo dare battaglia in caso di rielezione: energie alternative e NO deciso al nucleare, acqua pubblica, lotta al precariato e facilitazioni nell’accesso al mondo del lavoro, attenzione per il sociale, anziani, devianze giovanili e disabilità. Ripartire da questo migliorando quanto già fatto e proponendo riforme per una Regione a misura di cittadino.
Il lavoro, o meglio, il lavoro che non c’è e la crisi economica incombente mettono tutte le istituzioni davanti alla necessità di prendere provvedimenti a tutela delle persone. La Regione ha un ruolo molto importante, quali sono i punti su cui intervenire per arginare gli effetti della crisi in termini di crescita dei disoccupati e dei cassintegrati?
Parlando di lavoro vorrei partire da ciò che è stato concretamente già fatto: cito l’istituzione del reddito minimo garantito, anche qui, un primo passo ma significativo nel senso della presa in carico del problema. Oppure l’approvazione della mia legge sul reinserimento nel mondo del lavoro delle persone che dopo i quarant’anni l’abbiano perso: il Lazio introduce così un elemento normativo assolutamente unico ed innovativo nel Paese, si tratta infatti della prima legge che affronta nello specifico il tema. Si prevedono incentivi alle imprese che assumano a tempo indeterminato i lavoratori che si trovino nella condizione di cui ho detto. Inoltre sono previsti corsi di formazione per la riqualificazione degli “over 40” a cui la Regione concede finanziamenti che revoca qualora il percorso non venga portato a termine.
Il mio impegno sarà però rivolto soprattutto alla lotta al precariato come condizione di vita: su questo dobbiamo dare una risposta rapida e concreta.
Tra le “emergenze” della nostra Regione troviamo la Sanità, ma anche la questione ambientale ed il problema rifiuti. Cosa accadrà con l’inceneritore di Albano?
Ciò a cui dobbiamo puntare è sanare realmente i problemi inerenti il settore e non aprire nuovi impianti. Mi sto battendo, per esempio, contro la concessione dell’AIA nei confronti del gassificatore di Albano, ritenendo che non sia questa la soluzione dei problemi. In sostanza è dannoso ed inutile costruire nuovi termovalorizzatori o ampliare le discariche sature. Puntare su educazione al risparmio, sul riciclaggio e sulla differenziazione del rifiuto è la strada giusta: a proposito penso sia fondamentale continuare e potenziare le iniziative volte alla riduzione degli imballaggi, basti pensare che solo di involucri si buttano ogni anno 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura prodotta complessivamente in Italia. Queste solo le direttrici su cui puntare per una seria politica relativa allo smaltimento dei rifiuti.
Parco dei Castelli: da tanto tempo una opportunità di tutela e sviluppo del territorio che non è stata colta in pieno dalle istituzioni. Come si può rendere il Parco un vero argine a tutela dell’ambiente ed una risorsa per il territorio di Velletri e degli altri comuni che ne fanno parte?
La Commissione Ambiente di cui sono Presidente ha sempre riservato grande attenzione ai Parchi, approvando, per esempio la proposta di legge adottata dalla Giunta che modifica la normativa in materia di aree naturali protette regionali, grazia al quale si avvia un monitoraggio del territorio che coinvolge anche l’aspetto urbanistico. Entrando nello specifico del Parco dei Castelli qualcosa di importante è già stato fatto: i dati sull’affluenza dei visitatori lo dimostrano. E’ vero che è possibile valorizzare molto di più il Parco: in particolare credo che occorra sviluppare iniziative che rendano quello in oggetto un luogo da vivere, alla riscoperta del valore e della ricchezza naturale di un territorio che ha moltissimo da offrire, sia agli abitanti sia ai turisti, sotto questo aspetto.
In proposito, a conclusione, su cosa pensi si debba intervenire per dare slancio all’economia locale?
Indubbiamente occorre puntare, come detto, sulla risorsa territorio, intesa come natura, produzioni agricole ed enogastronomia. Ritengo fondamentale, e ho presentato una proposta di legge in merito, certificare la filiera produttiva, in questo caso con particolare attenzione alle produzioni locali di olio e a quelli vinicole di qualità. Incentivare le cooperative del settore e dare slancio a tutta l’industria, soprattutto terziaria, connessa al sistema agricolo.


Alessandra Valentini


3-3-2010