Martedì 12 Dicembre 2017
Report infortuni sul lavoro a cura di Carlo Soricelli E-mail
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Riportiamo il report che periodicamente e con grande studio e accuratezza viene prodotto dall'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.

 

1 gennaio 31 agosto: 445 morti. Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nelle regioni italiane per ordine decrescente. Con le morti sulle strade e in itinere occorre almeno raddoppiare il numero di morti per infortuni che vedrete qui sotto segnalati. Tra parentesi tutti i morti nelle varie regioni compresi i morti sulle strade e in itinere (proiezioni statistiche che vedono segnalati anche i morti sulle strade che non dispongono di un’assicurazione INAIL. Ma il numero di morti complessivo sulle strade e in itinere nessuno è in grado di quantificarlo con esattezza, ci sono troppe variabile e in tanti dispongono di assicurazioni diverse o ne sono privi).

 

Rispetto al 31 agosto del 2014 l'aumento è del 3,8% e rispetto al 31 agosto del 2008 dell'8,55 %.

Lombardia 62 (126 in strada e in itinere). Toscana 48 (97). Veneto 37 (75). Campania 33 (64). Sicilia 28 (57) Lazio 27(55). Emilia-Romagna 26 (51). Puglia 24 (49). Piemonte 23 (47). Abruzzo 15 (31). Trentino-Alto Adige 14 (30). Marche 13 (28). Liguria 12 (25). Umbria 10 (21). Molise 8 (18). Sardegna 8 (18). Friuli-Venezia Giulia 7 (16). Basilicata 6 (13). Calabria 5 (12). Valle D’Aosta 0 (2). I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle regioni.

Sono le province di Brescia 20, Bari e Salerno con 15 a guidare questa triste classifica delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro. Vicenza con 12. Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 445 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano gli 890 morti complessivi (stima minima).

Altro che cali delle morti per infortuni sul lavoro, si sono solo trasferiti in categorie non tutelate direttamente dall’INAIL e dallo Stato Italiano.

L’allungamento dell’età pensionabile con la Legge Fornero, l’abolizione dell’articolo 18 per i nuovi assunti, il Jobs act e “l’alleggerimento “ delle normative sulla Sicurezza degli ultimi governi stanno producendo questi risultati. Occorre tenere presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le Partite Iva Individuali, Vigili del Fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero, pensionati in agricoltura e tante altre non rientrano nelle statistiche ufficiali.

L’INAIL ha registrato nel 2014 complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi oltre 300 sono morti in itinere ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Noi nel 2014 abbiamo registrati ben 661 morti sui luoghi di lavoro (tutti documentati) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano nel 2014 i 1300 morti. Come potete vedere i morti per infortuni sui luoghi di lavoro non sono mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. In questi otto anni di monitoraggio delle vittime abbiamo registrato che i morti per infortunio si sono in larga parte trasferiti dall’INAIL a altre categorie. Sono aumentati i morti in nero, in grigio, ma soprattutto nelle Partite Iva individuali. Ma perché questa enorme differenza? L’INAIL occorre ricordarlo ancora una volta, registra le morti solo dei propri assicurati e in tantissimi non lo sono. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario fare conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani. Terribile la situazione in Toscana quest’anno, regione che vede già un aumento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro del 38% sull’intero 2014, anno che ha avuto 28 lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO.

 

Micidiale la sequenza delle morti causate dal trattore in Italia, sono già 91 dall’inizio dell’anno e 61 dal 1° maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell’EXPO che “nutre il pianeta”, ma anche il suolo italiano con il sangue dei nostri agricoltori. Non si possono certo inserire tra le morti per infortuni sul lavoro i casi come quello del bambino di 8 anni di Avezzano travolto dal mezzo guidato dal padre che probabilmente non l’ha visto mentre faceva manovre, o di quel giovane di 28 anni, anche lui schiacciato dal trattore, che faceva la gara con amici per poi postare la corsa sul web. A tantissimi sfugge che il trattore è il mezzo più pericoloso in assoluto, è per questo che abbiamo richiesto tantissime volte al Ministro Martina, di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, senza ottenere nessun risultato. A chi lo guida, inoltre, occorrerebbe richiedere una patente d’idoneità psicofisica, soprattutto se hanno un’età avanzata. Ma è una misura impopolare. Piangere dopo non serve a niente.

 

L’Osservatorio monitora solo ed esclusivamente i morti per infortuni sul lavoro, chiunque essi siano, anche se non dispongono di un’assicurazione. Molte morti sui LUOGHI DI LAVORO sono dovute alla facilità con cui si eseguono o si fanno eseguire lavori pericolosi da persone che non dispongono di una preparazione adeguata, di un’assicurazione che li tuteli o di un contratto regolare di lavoro. Le morti sul lavoro per altri motivi, come per esempio per malattie professionali e i malori non sono segnalati. Sono casistiche diverse chi richiedono interventi d’altro tipo, ma che nulla hanno a che fare con gli infortuni sul lavoro. Confondendo e non separando queste morti si crea solo confusione, utile a non far capire niente agli italiani della dimensione di questo fenomeno, e di far comprendere che una massa enorme di denaro è speso senza ottenere nessun risultato concreto sulla diminuzione di queste morti.

 

Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro