Sabato 21 Ottobre 2017
ACCADDE A NOVEMBRE. Diritti spezzati: “morti di protesta” dal dopoguerra ad oggi E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

In questo spazio ricorderemo ogni mese i nomi e brevemente le storie di uomini e donne che sono morti manifestando per difendere i loro diritti e più spesso i diritti di un intero Paese. Troverete nomi più conosciuti e nomi meno noti, tutte persone che volevano solo manifestare le proprie idee, con dignità, con forza, senza dover piegare la testa, per riconquistare un diritto distorto e calpestato. Quando scesero nelle piazze o nei campi non volevano fare o essere degli eroi, ma noi vogliamo ricordarli come tali: eroi della libertà, del lavoro, della democrazia...

Giuditta Levato
A novembre del 1946 Giuditta Levato ha poco più di trent’anni, due figli ed un terzo in arrivo.
Donna energica e capace ha un ruolo rilevante nella fondazione della cooperativa contadina di Calabricata, in provincia di Catanzaro.
Giovedì 28, mentre a Roma, nella riunione della Prima Commissione sulla Costituzione, Palmiro Togliatti propone che nel 1° art. Cost. alle parole “repubblica democratica” si aggiunga “di lavoratori” a garanzia dei diritti del lavoro, i braccianti di Calabricata rivendicano sul campo i loro diritti a lavorare la terra che, in base alla legge Sullo, è stata assegnata alla Cooperativa.
Pertanto in massa, con canti, brindisi e banchetti messi su con tanti giorni di risparmio accompagnano l’inizio del dissodamento e della semina sui campi espropriati al latifondista Pietro Mazza.
Giuditta Levato è con loro, ma la festa non piace al Mazza che per dispetto e provocatoriamente invia le mandrie sui campi appena seminati accompagnate dai suoi “campieri” armati.
I braccianti protestano, gli sgherri di Mazza rispondono con il fuoco e Giuditta Levato cade colpita a morte.
La persona indiziata dell’omicidio, nonostante i numerosi testimoni, viene assolta per insufficienza di prove.
Angelina Mauro
Un’altra bracciante, Angelina Mauro, ventiquattr’anni, era spirata pochi giorni prima, il 7 novembre, nell’ospedale di Crotone, per le conseguenze dei colpi d’arma da fuoco sparati dai celerini a fine ottobre contro i contadini di Melissa, in lotta per un pezzo di terra.
Piero Bruno
Roma, 22 novembre 1975: nonostante il tempo minacciasse pioggia e vento su Roma, un pugno di giovani si dirige verso Via Muratori, angolo Via Mecenate, dove si trova l’ambasciata dello Zaire, per reclamare l’indipendenza dell’Angola.
Li accoglie un gruppo di carabinieri e poliziotti che sparano (13 colpi): Piero Bruno, classe 1957, colpito alla schiena, muore il giorno seguente. Studente dell’ITI “Armellini” avrebbe compiuto 18 anni l’8 dicembre.
Benedetto Petrone
Bari, 28 novembre 1977: Benedetto Petrone, 18 anni, iscritto alla FGCI, distribuisce volantini in Piazza Prefettura contro la speculazione edilizia. E’ la sua ultima battaglia:una squadraccia fascista amica dei signori del mattone mette fine ai suoi giorni a colpi di spranga e di coltello.
Gli assassini di “Benny” se la cavano con pene lievi, inadeguate al crimine.

 

Novembre 2009