Domenica 25 Giugno 2017
A Borgo Sabotino nasce il Villaggio della Legalità E-mail
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L come legalità e libertà, A come ancora (e la nostra ancora è la Costituzione), T come testimonianza, I come informazione, N come i no che dobbiamo dire. Con queste significative e suggestive parole Don Ciotti ha ricostruito, come in un acronimo, il nome LATINA, Comune dove, nella località di Borgo Sabotino, è stato inaugurato ieri il Villaggio della Legalità su un terreno ed una struttura confiscati alla criminalità.
Il bene era stato confiscato per abusivismo edilizio e ad aprile 2011 il Commissario Prefettizio Guido Nardone lo ha affidato a Libera. Il Villaggio, coordinato da Libera e nato con il concorso di tutte le associazioni del territorio, è stato intitolato a Serafino Famà, avvocato siciliano, ucciso nel 1995 dalla mafia per il suo no ad un boss. Ieri era presente anche la figlia di Serafino, Flavia Famà, che ha portato la sua testimonianza, che non è solo ricordo ma testimonianza militante «nella speranza che quello che è successo a mio padre non succeda più».

 

Dalle parole di Don Ciotti è emersa la sintesi dell’impegno di Libera e di quanti in vari settori si dedicano al bene comune e alla legalità, portando avanti quel ruolo che la vita assegna a ciascuno di noi: «impegnare la nostra libertà per liberare chi libero non è. E la legalità non è l’obiettivo ma lo strumento per raggiungere la giustizia, ad iniziare da quella sociale». Insieme a Don Ciotti tanti i contributi per inaugurare e far partire questa importante struttura di alto valore simbolico e materiale per un territorio, come quello pontino, «tra i più belli d’Italia – come ha ricordato Lello Turri, coordinatore provinciale di Libera – ma anche un territorio colpito dalla criminalità organizzata. Purtroppo, in questo contesto incantevole, le mafie hanno aggredito il territorio. A dieci chilometri dal bene si trova, infatti, Borgo Montello dove le ecomafie hanno fatto per anni affari con il ciclo dei rifiuti tossici». Alberto Spampinato direttore di Ossigeno per l’informazione, ha sottolineato i problemi e le minacce, anche quelle apparentemente “legali”, come l’abuso della querela per diffamazione, che colpiscono i giornalisti che sui territori parlano di mafia e criminalità. A dare il suo contributo anche il musicista Ambrogio Sparagna, con la musica popolare che può gettare ponti tra le persone e creare un nuovo senso di comunità.
Ora dopo la bella inaugurazione inizierà il vero lavoro sull’area, che da subito sarà attiva per organizzare campi di studio e di lavoro volontario che dureranno tutta l’estate, facendo partire da Borgo Sabotino una ventata di libertà e partecipazione.

 

Alessandra Valentini

Le Foto nell'articolo sono di Fabrizio Marras

 

18-7-11