Domenica 17 Dicembre 2017
UN AMICO DI DIRITTI DISTORTI A “PIAZZA BELLA PIAZZA” E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla festa della Cgil di Roma e Lazio (Roma, Terme di Caracalla dal 2 all’11 settembre), Francesco Bene, segretario dello Spi di Velletri, con la maglietta di Diritti Distorti “Metti i diritti in primo piano”. Franco è intervenuto domenica 11 dal Palco di Caracalla....

 

 


Dall' Unità del 12 sett.

  
«Conservatori? Non noi ma chi cancella i diritti delle persone»
 
 
C’è un fatto che racconta Franco, della Lega dei pensionati dei Castelli, dal palco della festa romana: l’assessore alle politiche sociali del Comune di Roma Sveva Belviso ha inventato la lotteria della povertà, un pacco con prodotti alimentari secchi e per l’igiene del valore di 400 euro, «vince il più vecchio e più povero».
Abbiamo mandato al Campidoglio gente che non sa nulla dei diritti e delle battaglie per conquistarli, con la mentalità - a essere generosi - delle dame di san Vincenzo. C’è l’appello forte e accorato di Chiara Barbato, precaria del sociale, Nidil: «a forza di vederseli negati la gente non chiede più, dobbiamo essere il sindacato di chi non chiede, andare a cercare chi non ci crede più...Dio del cielo vienimi a cercare..». Diritto alla formazione, reddito adeguato alla competenza, stabilità, ammortizzatori sociali, elenca Barbara, 30 anni. Sono gli interventi che precedo- no, insieme a quello del segretario della Camera del lavoro Claudio Di Berardino, il Comizio che chiude la terza edizione della festa “Piazza bella piazza” alle Terme di Caracal- la. Precari e anziani che affermano un’Italia dei diritti e di «politiche attive per il lavoro», come chiede Di Bernardino,danno il destro a Susanna Camusso per rimandare al mittente l’accusa alla Cgil di conservatorismo (ripetuta anche ieri da Gianfranco Fini a Monbello verso sindacato e Lega Nord a proposito delle pensioni di anzianità). Ma il bersaglio del segretario generale della Cgil è «il peggiore ministro del wel fare». È una «gran fatica» rispondere a Sacconi perché «se noi siamo conservatori le sue sono ricette da padrone delle ferriere, l’idea che ha accompagnato l’Europa liberale è quella del diritto e il paese che arre- tra rispetto alle proprie leggi cede un pezzo alla barbarie». Il paese che disegna Susanna Camusso non è quello in cui la modernità è rappresentata dalla precarietà ma quello che permette ai suoi giova ni di «diventare adulti», della «ri- cerca che produce innovazione», delle «imprese che investono sul lavoro». E non ci sta - dice - alla rap- presentazione dei pensionati come la zavorra dell’Italia, «quando sono ancora troppe le pensioni povere». Il messaggio chiaro e netto che la Cgil invia sulla manovra riguarda l’articolo 8 e riguarda il governo. Sul governo «se ne deve andare chi non ha visto la crisi, non l’ha voluta vedere per tre anni e ci chiamava menagrami». L’Italia ha bisogno di un governo credibile e non è credibile «un premier più impegnato sui propri problemi privati che su quelli del paese anche in queste ore». Le vicende personali di Berlusconi non sono solo «una questione morale, sono una gigantesca questione economica». Susanna Camusso fa l’esempio del patto di stabilità che blocca nelle casse dei comuni milioni di euro che potrebbero servire a rilanciare le infrastrutture: «Chi è andato a trattare a Bruxelles se non questo governo?», «Non possono venire a dirci che le richieste vengono dalla Bce, perché se è così allora non c’è bisogno di alcun governo». L’ARTICOLO 8 Poi l’affondo sull’articolo 8: «Non ci fermeremo», ora con i presidi dopo, se sarà approvato, «fino alla Corte costituzionale». Il segretario della Cgil chiede a Confindustria, Confcommercio e a tutte le rappresentanze imprenditoriali di parlare chiare, «perché noi abbiamo firmato e rispetteremo l’accordo del 28 giugno» ma «non aspetteremo la prima applicazione dell’articolo 8 attuata con qualche sindacato di comodo», la «contrasteremo prima» e loro «de- vono scegliere se stare dalla parte degli accordi sindacali o di quella legge che viola i diritti delle perso- ne».