Mercoledì 13 Dicembre 2017
Sangue d’Italia
Scritto da DirittiDistorti   
Sabato 22 Gennaio 2011 09:21

Le vittime che questa testata ha definito “di protesta” sono state tante, troppe, fra gli italiani che, versando il loro sangue avevano cacciato il fascismo e che tanto altro sangue ancora hanno dovuto versare, dal primo dopoguerra a tempi recenti, per affermare i propri diritti di cittadini e di lavoratori.
Nella rubrica che, sotto il titolo “Accadde a….”, è apparsa mensilmente in “dirittidistorti.it”, il numero dei morti complessivamente accertati supera i 200, sulla base delle fonti a cui abbiamo potuto accedere e dei criteri adottati in sede redazionale)...

Anche in riferimento ad alcune segnalazioni dei nostri lettori, che ringraziamo per l’attenzione con cui ci seguono, va tenuto presente, per quanto riguarda il numero delle vittime, che:
1. le vittime ricordate sono collegate unicamente a manifestazioni di protesta e di massa.
2. non sono riportate le vittime di episodi riferibili alla c.d. “lotta armata” ed agli scontri fra le frange estreme di destra e di sinistra, a proposito dei quali si può attingere, fra le altre fonti, a “Cuori neri” di Luca Telese, ed. Sperling & Kupfer, che riporta casi in cui furono vittime giovani di destra come Ugo Venturini; Paolo di Nella, Cecchetti ed altri, mentre per quanto riguarda le vittime di sinistra “Cuori Rossi” di Cristiano Armati ed. Newton Compton documenta le morti di tanti giovani, da Valerio Verbano a Fausto Tinelli a Giuseppe Impastato.
3. sono stati esclusi gli scontri armati riguardanti le BR: vedi morte di Margherita Cagol.
4. non appaiono le vittime inconsapevoli del periodo stragista, morti non “di protesta”, ma comunque morti “politiche” che hanno offuscato il panorama italiano dal dopoguerra fino a tempi recenti (i 16 morti del dicembre ’69 nella strage di Piazza Fontana, gli 8 morti di Brescia nel maggio ’74, quelli delle bombe sui treni ecc.).
5. non sono riportati quei particolari delitti di mafia che non corrispondono appieno ai criteri nello specifico adottati da questo sito ma che pure richiederebbero attenzione, magari aprendo un altro capitolo a proposito, in quanto non rientrano propriamente nelle casistica di faida o di scontro fra “famiglie”  per regolamenti di cosca, ma sono rivolti a reprimere ed intimidire sindacalisti e militanti politici che hanno lottato per i diritti dei lavoratori, come Placido Rizzotto, ucciso nel marzo del ’48, Carmine Battaglia (1946) e tanti altri che dal 1944 in modo particolare hanno guidato il movimento di occupazione delle terre in Sicilia, e che non sono morti in scontri con la polizia, ma di lupara ( v. un elenco vasto in “la Sicilia” domenica 20 luglio 2008, “la strage cominciò nel 1944 a Casteldaccia”).
6. infine va riportato che abbiamo trovato notizie di scontri in manifestazioni con vittime delle quali non è stato però possibile definire numero e identità: varie proteste ad esempio ci furono nella provincia di Bari, nel novembre del 1945 concluse secondo varie voci con il morto, come in Calabria e Puglia nel settembre del ’46.
Cinquecento, mille, comunque centinaia di persone cadute per trame reazionarie o per affermare  idee e diritti. Ci piacerebbe dire che il loro sacrificio non è stato vano, ma ci frena, con tanto amaro in bocca, il manager della FIAT Marchionne, che con gli accordi imposti a Mirafiori, cancella il diritto alla malattia tutelata, allo sciopero, alla giornata di otto ore e ad una rappresentanza sindacale libera.

Claudio Valentini

22-01-2011

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Gennaio 2011 09:25