Venerdì 18 Agosto 2017
L’11 ottobre la Giornata dedicata alle vittime sul lavoro. Dal 1 gennaio 797 gli omicidi bianchi
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 10 Ottobre 2009 17:41

L’11 ottobre si celebrerà la 59° giornata dedicata alle vittime sul lavoro. L’appuntamento è stato voluto e promosso dall’Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro) e si svolgerà sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
797 morti sul lavoro dal 1° gennaio 2009, 2500 incidenti sul posto di lavoro ogni giorno, circa tre morti al giorno: queste le cifre di un dramma nazionale e quotidiano non degno di un Paese “civile” e del ventunesimo secolo. Cifre inconciliabili con il dettato della nostra Costituzione, cifre a cui non danno ancora risposte adeguate la legislazione ed i controlli esistenti nel settore...


Il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nella sua versione “soft”, non può bastare a fermare il susseguirsi di omicidi che non possono essere affidati al caso o alla sfortuna, né tantomeno all’imperizia di lavoratori che vengono mandati a svolgere lavori pericolosi senza l’adeguata preparazione e formazione.
La prevenzione deve ancora diventare una realtà e non un orpello con cui decorare discorsi e regolamenti che rimangono lettera morta o meri adempimenti formali. La sicurezza nei luoghi di lavoro dovrebbe vivere nell’impegno dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, figura troppo spesso citata in articoli di giornali e normative ma che nella realtà ha ancora ben poche garanzie e tutele effettive. In tante aziende medie o piccole questa figura non c’è, nelle aziende grandi sempre più spesso si registrano episodi di più o meno velate intimidazioni verso quegli Rls che volgono con serietà le proprie mansioni, nel corretto svolgimento di un loro diritto-dovere. Spesso vengono colpiti da sanzioni, fino anche al licenziamento.
Allora crediamo che l’11 ottobre debba servire a riflettere e a fare, per costruire una società nella quale il lavoro sia giusto, dignitoso, sicuro, sia vita e non morte. Ed in tal senso il binomio lavoro sicuro e diritti è inscindibile, perché solo un lavoratore che gode ed è cosciente dei propri diritti, tra cui quello alla salute e alla sicurezza, è un lavoratore capace di tutelarsi e tutelare. E per farlo dovrebbe essere un lavoratore non soggetto al ricatto del lavoro che mancherà se oserà alzare la testa, un lavoratore non appeso al filo del precariato selvaggio, dei contratti che si interrompono, di un lavoro insicuro in ogni senso.

 

Alessandra Valentini

10-10-09

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2009 11:52