Lunedì 21 Agosto 2017
Sì viaggiare. Responsabilmente

 

 

 

 

La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte diceva il poeta persiano Omar Kayyam. Nel mondo contemporaneo come in passato gli uomini sono andati alla ricerca di sé proprio spostandosi, incontrando nuove culture, mettendo alla prova i propri occhi e i propri sensi. Viaggiare vuol dire anche migrare per trovare riparo da guerre e persecuzioni, spostarsi per cercare lavoro e un futuro migliore, cambiare vita. Nell'accezione attuale il viaggio è anche vacanza, itinerario turistico, relax. In ogni caso, ad essere onesti con se stessi, andarsene in giro per il mondo implica una certa dose di responsabilità. Insomma non possiamo far finta di non vedere, di non conoscere attraverso i mass media i problemi e le complessità del mondo contemporaneo. Perciò spostarsi non è solo prendere un aereo, stare qualche giorno a riposarsi e giù di lì, ma è introdurre un itinerario dei sensi nel nostro percorso e goderne appieno, entrando in contatto con i pro e i contro di un'altra cultura, contaminandosi. Diritti Distorti vi consiglia una piacevole guida di turismo responsabile per ispirarsi e spostarsi consapevolmente.

Si chiama “Guida migrante. Itinerari di turismo responsabile” a cura di Rosina Chiurazzi, Maria Paola Palladino e Francesco Vietti, edita da Compagnia delle Lettere (pp. 322, euro 18). Il volume, con la bella illustrazione di copertina di Stefano Faravelli, non è una tradizionale guida turistica ma raccoglie spunti, storie, impressioni cioè personali racconti di viaggio per accompagnare il lettore nei Paesi visitati. Dall'Albania all'Etiopia passando attraverso l'Italia per scoprire anche il mondo che cammina accanto a noi. Si percorrono sentieri non battuti, conversazioni casuali, profumi, ci si immerge in una storia. Alla fine di ogni viaggio-storia ci sono consigli e proposte di itinerario collegate a operatori di turismo responsabile. Esperienze del genere valgono doppio. Il turismo responsabile, svolto in compagnia di esponenti delle comunità locali che si visitano, è una ricchezza inestimabile in un mondo sempre più omogeneo e plastificato. Mettere in comune esperienze, muoversi in gruppo, vivere i luoghi assieme agli abitanti di un territorio, consumare un pasto alla stessa tavola forse non potrà essere immortalato in una fotografia, ma resta di sicuro un bagaglio per affrontare il presente e vivere in un'Italia sempre più interculturale e multietnica.

 

Antonella De Biasi

 

4-6-12