Lunedì 16 Luglio 2018
Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

Quella della guerra è una brutta storia. Si dice e si sa da tempo ormai. Eppure sembra una storia lontana che, quando va bene, si racconta da qualche parte o si guarda in una serie tv. E', ancora, lo scenario di un videogioco, buoni contro cattivi: si preme un pulsante, si muore, si resta in vita.

Per contribuire ad accorciare le distanze col mondo reale e con la guerra che, per le sue conseguenze e le sue “ragioni”, ci tocca da vicino ecco l'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo (Terra Nuova edizioni, pp. 240, 20 euro). Questa quarta edizione è dedicata alla giovane Malala Yousafzai, attivista e studentessa pachistana in questi giorni candidata al Nobel per la pace 2013.
Un utile strumento per capire di più i paesi in guerra nel mondo, le cosiddette aree di crisi. Quest'anno ad introdurre ogni continente c'è un rapporto di Amnesty International sulle violazioni dei diritti umani nell'area. Ogni guerra è raccontata con una scheda (lo spazio è uguale per tutte le guerre). Sotto ogni carta geografica i dati forniti dall'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu. Infine, le foto, che corredano i racconti e i dati e che contribuiscono ad abbassare la barriera tra noi e loro. Tra chi conosce la quotidianità del conflitto e chi ha la fortuna di essere dall'altra parte, per comprendere meglio le storie di chi da rifugiato arriva in Italia.
Alla fine del volume un glossario, che di questi tempi non guasta. Per usare le parole giuste, e non ridurre tutto a semplificazioni inutili. La pubblicazione è frutto di un lavoro collettivo, tanti professionisti, un'unica passione. L'Atlante è utile per farsi un'idea di come va il mondo globale, non solo quello dei consumi ma soprattutto quello delle persone che stanno dietro a una notizia, a un'esplosione, a una guerra appunto. Buona consultazione.

 

Antonella De Biasi