Lunedì 16 Luglio 2018
LA BORSA ROSSA. Di Laura Giammichele

Ripercorrere con lo sguardo e con il cuore di un’adolescente gli anni della guerra, è questo che ci fa fare” La borsa rossa.” La giovane protagonista scrive un diario degli ultimi anni di guerra, i più duri, i più bui. La cittadina dove vive la protagonista è Velletri, un luogo che nella sua vivacità contadina, nell’armonia dei colori delle sue vigne, nell’eleganza dei suoi palazzi fa da contorno ad un’esistenza in cui la guerra, già in atto, appare in uno sfondo opaco e non ben percepito dalla protagonista. Dalle prime pagine del diario traspare l’amore per questo luogo che è luogo dei sogni adolescenziali, delle amicizie,del primo amore.

 

Ma Velletri è anche punto strategico tra Cassino e Roma che l’avanzare della guerra trasforma in un luogo di ansia, di attesa, di paura, di dolore,di “mostri”. Una guerra che una ragazza di sedici anni non sa comprendere e spiegare. E il diario diventa un modo per riflettere su ciò che avviene, per difendere i suoi sentimenti,la sua semplice vita, il suo piccolo mondo tranquillo, per ricordare ciò che era prima dell’inferno. Le pagine che raccontano il bombardamento del 22 gennaio del 1944, quando “le bombe cadono a grappoli ad un ritmo costante senza intervallo” sono di una tragicità essenziale. Nel suo percorso di crescita in quella difficile realtà la protagonista attraverso il diario testimonia la sua lotta affinché quello che è positivo ed essenziale nella vita non vada perduto.

 

I ricordi racchiusi nella borsa rossa sono una difesa contro la guerra e lo stravolgimento della vita e l’affermazione che anche quando tutto sembra circondato da odio e distruzione, la vita semplice, quotidiana dei “senza storia”è più forte e sa ricominciare.

 

F.T.