Lunedì 21 Agosto 2017
LA SPERANZA STA OLTRE CONFINE? Di Laye Gueye

 

A volte quelli con i libri sono dei veri e propri incontri: in libreria, nei mercatini, a casa di un amico, nella “biblioteca” di famiglia”. Ma a volte anche in spiaggia, in un sonnolento giorno di fine agosto, quando un ragazzo ti propone libri di letteratura africana, fiabe e leggende che spesso ho già comprato e quindi rispondo “no, grazie”.

 

Ma questo ragazzo con un grande sorriso mi propone un libro di storie migranti, e l’autore è proprio lui, un giovane africano col forte accento milanese!

 

 

 

Si chiama Laye Gueye, è nato nel 1981 a Louga (Senegal) e dal 2008 vive, studia e lavora in Italia. Penso che è un mio coetaneo ma probabilmente ha viaggiato, sofferto, vissuto più di me ed ammiro il suo entusiasmo e la capacità con cui ha saputo integrarsi ed inventarsi un presente nel nostro Paese. Dalle sue esperienze, ed in parte dalla sua fantasia, è nato questo libro “La speranza sta oltre confine?”. Una domanda a cui Gueye in parte risponde con quattro storie di altrettanti ragazzi africani alla ricerca della fortuna:

- Buyamba ha vissuto tanti anni in Italia e una domenica per la prima volta decide di entrare in uno stadio italiano, sì perché di partite ne ha già viste molte a Kinshasa. E forse sarà proprio attraverso un pomeriggio di calcio che capirà meglio gli italiani.

- Maltrattata dalla propria famiglia perché resta incinta prima del matrimonio, la bellissima Leila si ribella, lascia la sua patria, la Tunisia, e con la solita barca arriva in Italia; attraversa un mare di guai, trionfa su numerosi ricatti e diventa una donna matura, pronta ad affrontare suo padre attraverso una lettera.

- Kalombo sembra aver ritrovato la speranza in Italia, ma a quale prezzo? La sua situazione di clandestinità, da Marsiglia a Manchester fino ai campi di pomodori del sud Italia, rivela sorprendenti notizie.

- Il racconto di Ekusa ci fa riflettere, invece, su una scelta che sfida il modernismo proponendo felicità nella semplicità all'interno del suo naturale habitat: la foresta equatoriale, dove vive e di cui racconta i segreti con passione.

 

Un ottimo esempio di letteratura migrante che scrive in italiano e pensa in africano. Laye ha la possibilità di narrare da una doppia prospettiva: quella di un ragazzo che ormai vive in Italia e qui sta cercando il suo spazio, il suo futuro; e quella dello straniero. Dei migranti protagonisti di questo libro, come di quelli di cui leggiamo sui giornali, Laye riconosce gli sguardi, il sudore, la sofferenza, i sogni… per ché in parte sono anche i suoi. “Il libro di Laye Gueye, oltre a denunciare le condizioni dei migranti – scrive nell’introduzione Pap Kan, fondatore della Savan Culture – è una narrativa che rende omaggio a tutti coloro che lottano per salvaguardare la propria dignità sovente minacciata, nel paese di partenza, dalla fame, dalla mancanza di formazione, dalle guerre… e nel paese di accoglienza da pregiudizi e stereotipi, o da approfittatori che sfruttano altri uomini”.

Ma non fatevi fuorviare, il libro prima che essere una denuncia è, soprattutto, una lettura assai piacevole, intrisa di speranza, umanità, ironia, di spontaneità, di una quotidianità che nella sua semplicità spesso supera i grandi dilemmi, le divisioni, i pregiudizi.

 

Per leggere “La speranza sta oltre confine?” potete richiederlo sul sito http://lacassandraedizioni.com/, o magari sarà il libro a trovare voi. Su una spiaggia, durante una festa cittadina, in una manifestazione… dovete solo essere pronti ad accoglierlo. Quando un venditore ambulante vi si avvicina, prima di rispondere “non voglio niente”, “mi dispiace”, “no grazie” soffermatevi un attimo, dietro un incontro ci può essere un’opportunità ed alla fine del viaggio la speranza.

 

La speranza sta oltre confine? Racconti di storie vere

Di Laye Gueye

da un’idea di Paul Bakolo

Editore: La Cassandra

 

Valentina Valentini