Venerdì 18 Agosto 2017
La Grande guerra di Achille

È stato presentato in diverse occasioni e luoghi, è approdato al Salone Internazionale del libro di Torino e ora non poteva mancare nello spazio dedicato al nostro libro del mese. “La Grande guerra di Achille. Autobiografia di un analfabeta” di Claudio Leoni è un romanzo, che a dispetto del titolo parla di vita e non tanto della morte di cui ogni guerra è foriera.

 

 

Con gli occhi di Achille, contadino, anzi vignarolo, di un paese del Lazio, si guarda alla guerra, la Grande guerra, così lontana e ignota se non fosse che ad Achille, come tanti altri, gli viene chiesto di parteciparvi.

Achille - trentatré anni, una moglie, quattro figli, due vacche, una vigna - non vorrebbe andare, si oppone finché può ma poi parte, incosciente e inconsapevole di cosa sia chiamato a fare, una inconsapevolezza che riporta con sé anche quando riuscirà a tornare a casa.

Ma accanto alla guerra c’è un altro mondo di cui Achille è fortemente consapevole e partecipe, quasi in un legame dai tratti misteriosi e mitici, è il mondo fatto dalla sua terra, dal lavoro, dai ritmi delle stagioni e della natura in tutte le sue forme, dalle più belle alle più crudeli e violente.

Achille ama la vita, e quindi il sesso, ama tutto ciò che riporta alla vita ed è per questo che mentre parte per la guerra pensa a sua madre, al grano, a quell’albero di ciliegio dove ci si arrampica per vedere la processione di “mille candele”, la processione della Madonna delle Grazie, la Vergine Madre.

 

“La Guerra di Achille” è un romanzo profondo e al tempo stesso lieve, e qui è, a mio parere, la grande bravura dell’autore, che riesce a far parlare Achille e non se stesso, Achille con i suoi orizzonti, con la conoscenza che ha del mondo, nulla di più nulla di meno; Achille, che si sovrappone all’autore ed in un gioco di scambi e quasi finzioni letterarie assai efficaci è quell’analfabeta che scrive la sua autobiografia.

 

 

A.V.

 

 

Autore: Claudio Leoni

 

Edizioni Efesto