Giovedì 16 Agosto 2018
Non siamo in vendita

Non siamo in vendita. Schiave adolescenti lungo la rotta libica. Storie di sopravvissute

L’impossibilità di migrare in maniera legale e sicura, oltre ad essere una violazione del diritto umano alla libertà di movimento, è il miglior regalo a quei trafficanti di esseri umani che tanto sembrano preoccupare la UE quando si tratta di criminalizzare la solidarietà con i “sottouomini” di oggi, ma che se ne “dimenticano” nel momento in cui bisognerebbe andare alla radice del fenomeno.

Tra questi traffici, come si sa, il più lucroso è la tratta delle schiave del sesso, sempre più numerose (secondo i dati di OIM Italia citati nel libro, in Italia dalla Nigeria ne sono arrivate 1290 nel 2014, mentre l’anno prima erano state 392, il che significa un aumento del 300%) e sempre più giovani.

Il libro, opera di Irene Ciambezi, giornalista ed esperta di tratta, che ha accolto più di cento vittime di varie nazionalità nel corso della sua collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, è diviso in tre parti. La prima descrive la situazione della Nigeria, in cui la violenza in generale, e quella sulle donne in particolare, è “di casa”, la seconda la rotta libica, la terza le vicende delle vittime in Italia e i loro clienti.

Ognuna delle tre parti si apre con la storia di una di queste ragazze. Oltre all’illegalità della migrazione, che le costringe ad un viaggio attraverso gli orrori della rotta libica, in cui spesso vengono “iniziate” a quel che le aspetta in Italia, c’è un altro fattore che rende difficile prevenire l’avvio delle ragazze alla tratta: le falle nel sistema di accoglienza. I minorenni potenzialmente vittime di tratta devono essere immediatamente riconosciuti e spostati in centri di protezione appositi, ma, con poche eccezioni, questo non è possibile, per mancanza di risorse e di coordinamento tra le forze dell’ordine e gli operatori specializzati.

Recentemente si è cominciato a spostare l’attenzione dalle prostitute ai clienti quando si parla di prostituzione. E’ quel che fa anche questo libro, citando studi e inchieste come Uomini che pagano le donne, di Giorgia Serughetti, e Utilizzatori finali, di Riccardo Iacona. Si sofferma anche sul problema della dipendenza dal sesso, che in Italia coinvolge il 5% della popolazione maschile, ma senza considerarlo un’attenuante, anzi, lasciando ben chiaro che la prostituzione nasce dalla disuguaglianza strutturale di genere, e quindi non ha niente a che vedere né con un presunto bisogno sessuale maschile incontenibile, né con una depravazione innata delle donne.

In appendice, si parla della campagna “Questo è il mio corpo”, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per sostenere la proposta di riforma della legge Merlin nella direzione del “modello nordico”, cioè di fermare la domanda punendo i clienti, perché “Che uomini sono quegli uomini che comprano e usano i corpi di un proprio simile – anzi le più vulnerabili tra i propri simili – per il proprio godimento, dimenticandosi che si tratta di persone e non di oggetti? A maggior ragione se si tratta di adolescenti, quasi bambine, che potrebbero essere le loro figlie!”.

 

EDIZIONI: Sempre Comunicazione

 

 

Irene Starace