Mercoledì 18 Luglio 2018
Per sempre ragazzo

Racconti, poesie, ricordi, cronache di tanti scrittori, cronisti, testimoni di quel giorno a Genova: da Carmelo Albanese a Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, e tanti altri, insieme alla curatrice Paola Staccioli.
Così, in un ricordo corale si ripercorrono quei giorni, a dieci anni di distanza e si tiene viva la memoria con un libro prezioso, interessante, commovente. La postfazione è di Haidi Gaggio Giuliani e in appendice si trova una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani. Ci piace anche ricordare che gli autori, la curatrice e l'editore devolvono l'intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.
Caro Carlo, così iniziano alcuni testi di cui si compone il libro, così inizia Massimo Carlotto, con parole che sono un pugno allo stomaco: «Carlo caro… Il fatto è che i politici che tramarono, ordinarono e depistarono sono sempre gli stessi e che l’uomo forte del governo, che agiva da generale dalla caserma dei carabinieri, oggi è diventato un indispensabile difensore della democrazia. Uno statista. No, Carlo caro, non sto scherzando. Siamo stati traditi da tutti coloro che hanno finto sdegno ma si sono ben guardati dall’imporre la commissione d’inchiesta su quanto accadde a Genova in quei giorni di luglio».

 

Caro Carlo, “chi non ha memoria non ha futuro”, e così coltiviamo questa memoria, con le parole, con i gesti, con i pensieri e le azioni, come si fa in questo libro, sperando in un futuro diverso, senza stancarci mai di chiedere verità e giustizia mentre ricordiamo, ricordiamo perché l’ipocrisia non prevalga, perché il tempo, pochissimo (dieci anni, che sembrano ieri), non serva a cancellare i volti e i nomi dei carnefici, sempre al loro posto, sempre in doppio petto. Però caro Carlo,  «non ti possono cancellare dalla memoria di questo Paese ma sono convinti di modificarla, di addomesticarla. Si sbagliano, ma che fatica! Dieci anni a rintuzzare parola per parola. Chi ti ha assassinato è una figura tragica. Una delle tante usa e getta di questa società che divora tutto e tutti. Ma quello che oggi faccio fatica a raccontarti è che i pretoriani e i loro capi hanno fatto carriera. Che le foto che li ritraggono vittoriosi, nelle loro buffe divise da guerrieri dei fumetti, resteranno appese alle pareti dei luoghi infami dove la memoria è solo vergogna».


E poi il ricordo di Pino Cacucci a Carlo, con parole crudeli perché reali: «avevi ragione, ma la ragione non era prevista: la testa doveva restare china davanti all’altare del nuovo Dio. Quello che produce corruzione, e quindi ricchezza per i farabutti. Ti ricordi, Carlo…quante volte ci siamo sentiti dire “inimmaginabile”. La nostra utopia era “inimmaginabile”: perché consumare meno se consumare è progresso, e quindi benessere?... E’ inimmaginabile che un terremoto possa far esplodere una centrale nucleare…Anche su questo, Carlo, avremmo voluto avere torto».
E che uno va ad una manifestazione per protestare sì, con forza, perché è arrabbiato, perché è indignato e perché tanta è la violenza dei potenti chiusi nel palazzo del G8, ecco che uno va ad una manifestazione e viene ucciso da una calibro nove di un tutore dell’ordine, caro Carlo, è inimmaginabile. Avremmo voluto avere torto, dovevamo avere torto.

 

Non sono qui per chiedervi né vita né perdono
ma per mostrare a tutti chi veramente sono:
non un assassino, un ladro o un traditore
ma un essere qualunque, con una testa e un cuore
(Carlo – Natale 1995 – per sempre ragazzo)

 

Alessandra Valentini

 

20-7-2011