Lunedì 16 Luglio 2018
DALLA TERRA ALLA LUNA. Il progetto Apollo 40 anni dopo


“E’ il 20 luglio del 1969 e c’è la luna piena”. Ma quella notte in tutto il mondo la gente guardò la luna con occhi diversi, sembrava meno lontana ora che Neil Armstrong e Edwin Aldrin l’avevano raggiunta. Era l’allunaggio. Dopo oltre 40 anni da quella notte che spostò un po’ più in là i limiti umani, è proprio un astronauta, Umberto Guidoni, che racconta alle nuove generazioni il ricordo di quella notte, rimasta indelebile nella memoria di chi, ognuno a suo modo, la visse.

“Io ero al mare, a Terracina, ospite di mia zia, a godermi le meritate vacanze. Quella sera, con l’entusiasmo di un quindicenne, ero davanti al televisore pronto a seguire, in diretta, il primo sbarco sulla Luna, un evento destinato a fare storia. Insieme a milioni di coetanei, assistevo a un’impresa che sembrava uscire da uno dei tanti romanzi di fantascienza di cui ero appassionato, quegli stessi che mi avevano fatto sognare di esplorare gli oceani blu e silenziosi dello spazio e di mettere piede su nuovi mondi sconosciuti”.
Sarà stato forse lo spettacolo del primo passo sulla Luna, fatto sta che Umberto Guidoni ha realizzato il proprio sogno: astronauta ed astrofisico ha partecipato a due missioni nello spazio ed è stato il primo europeo a mettere piede sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nelle pagine  di Dalla Terra alla Luna, Guidoni ci accompagna in un viaggio attraverso le atmosfere di quella magica estate, in cui l’uomo sembrava aver raggiunto il suo sogno, e disegna il momento storico-politico, con le due grandi potenze, USA e Russia, che si fronteggiavano.
Il libro ripercorre gli anni della guerra fredda e della guerra in Vietnam e ci racconta il clima di quell’epoca in cui gli americani vedevano nel film 2001 Odissea nello spazio la premonizione di un futuro non troppo lontano e rivivevano il mito della conquista del West nella promessa di una conquista dello spazio. Leggiamo così del volo dell’Apollo VIII intorno alla Luna e dei progressi, ma anche dei contrattempi, che portarono alla missione dell’Apollo XI, l’uomo sulla Luna. Guidoni ci racconta quei secondi indimenticabili, prodotto di un grande sforzo collettivo, scientifico e tecnico, e di un enorme coraggio che sfidò i problemi e la pericolosità delle missioni Apollo. Dopo il programma Apollo nessun uomo raggiunse più la Luna, ma l’esplorazione dello spazio è continuata con lo Shuttle, la stazione Mir e la Stazione Spaziale Internazionale.
Il ricordo dell’allunaggio e la sfida dello spazio continuano ad esercitare un incredibile fascino, forse perché, come hanno detto alcuni astronauti dell’Apollo "si è andati sulla Luna per vedere la Terra da una prospettiva diversa". Ed anche Umberto Guidoni, nella sua prima volta in orbita, ha guardato alla Terra: “Avventurarsi oltre la Terra ci aiuta a conoscere meglio noi stessi e ad amare il nostro pianeta che, almeno per il momento, è l’unica oasi abitabile del nostro sistema solare. Per questo mi auguro che, un giorno, lo spazio possa essere alla portata di tutta l’umanità”.


Valentina Valentini