Mercoledì 18 Luglio 2018
Riprendiamoci Pechino. La lunga marcia dell’altra metà del cielo

Di sfuggita mi imbatto nell’immagine di una copertina di un libro, riesco a leggere solo questo: Katia Bellillo, “Riprendiamoci Pechino”. Non leggo altro e penso subito, addirittura Pechino…Ho conosciuto Katia come una compagna con la “C” maiuscola, ne ricordo le battaglie per i diritti civili, per la laicità, per i diritti delle donne, ricordo il suo ottimo impegno come ministro per le Pari Opportunità (nel 2000). Ricordo anche le sue prese di posizione, senza se e senza ma, quando decise che se da casa sua ad ogni ora bisognava sentire il suono delle campane a tutto volume proveniente dalla chiesa, allora ogni tanto ci poteva essere anche “Bandiera Rossa” dalle casse dello stereo di Katia. Insomma io l’ho conosciuta e apprezzata come “Katia la rossa”, come recita il titolo di un altro suo libro. Poi vedo quella copertina e in un primo momento penso: ma che vuole conquistare la Cina? Mi incuriosisco, cerco il libro e leggo integralmente il titolo, poi passo al libro:  “Riprendiamoci Pechino. La lunga marcia dell’altra metà del cielo”.
Ora è tutto più chiaro. La lunga marcia di cui si parla, lunga e non ancora finita, è quella delle donne. Del loro percorso verso l’emancipazione e verso una vera parità di genere. Il libro ripercorre alcune tra le tappe più importanti della battaglia delle donne per una eguaglianza non solo formale ma anche sostanziale, per la rivendicazione di diritti che ancora in troppe parti sono solo diritti degli uomini. E la quarta Conferenza delle Nazioni Unite sulle Donne, tenutasi a Pechino nel 1995 è punto d’arrivo e “punto da cui ripartire per andare avanti”. Ripartire dall’idea di donna libera, cioè come dice Katia, “né vittima né carnefice ma artefice del suo destino”.
L’appuntamento di Pechino è di assoluta importanza perché è come se gli Stati prendessero coscienza – in maniera solenne e formale (poi ci sarà ancora tanto da fare) – che esiste un’altra metà del cielo, altra nel genere ma uguale nei diritti.
Lavoro, istruzione, salari, dignità, rispetto: se qualcuno ne ha in misura minore, non è il problema di una parte ma una questione che riguarda tutti. Meno diritti per le donne non è una questione di genere, ma una questione di democrazia. Allora questo è un libro non solo interessante e ben scritto, ma che tutti dovrebbero leggere, perché è dovere e responsabilità di tutti gli individui e di tutte le istituzioni agire affinché non esista più alcuna “città proibita”.


Alessandra Valentini

 

20-11-11

Riprendiamoci Pechino. La lunga marcia dell'altra metà del cielo - Katia Bellillo, Edizioni Albatros