Lunedì 16 Luglio 2018
NINA E I DIRITTI DELLE DONNE. Intervista all’autrice

 

 

"Un libro che ho voluto fortemente, una ribellione contro un'immagine della donna che si sta diffondendo e che cancella tutta una storia di diritti e conquiste”, così l’editrice Della Passarelli ha presentato il libro Nina e i diritti delle donne, edito dalla Sinnos, durante la fiera Più libri Più liberi.
Nina e i diritti delle donne è un libro che parla ai ragazzi e alle ragazze che oggi possono scegliere, fare ciò che vogliono e decidere il proprio futuro. Solo pochi decenni fa non era così, alcune professioni erano vietate alle donne, i diritti degli uomini e delle donne erano differenti.
Attraverso la voce di Nina si ripercorre la storia dell’Italia, dell’evoluzione della società e del ruolo, in essa, della donna. Soprattutto si spiega ai più giovani come diritti che oggi si danno per acquisiti e scontati siano stati frutto di grandi battaglie, che non vanno dimenticate. I meravigliosi disegni di Rachele Lo Piano accompagnano il racconto scritto da Cecilia D’Elia, Assessore alla Cultura alla Provincia di Roma. Le abbiamo chiesto di parlarci del suo libro:

Questo è il suo primo libro per ragazzi, qual è stata la difficoltà di presentare un argomento così complesso ad un pubblico giovane?
Non è facile semplificare e rendere immediatamente leggibile un percorso così lungo e complesso. Credo però che sia anche un esercizio utile, ci costringe a focalizzare le cose essenziali. Ho scelto di farne un racconto familiare e di intrecciare le conquiste e le battaglie delle donne alla vita quotidiana e a figure familiari e credibili. Spero di esserci riuscita, grazie all’aiuto della casa editrice Sinnos.

Durante la presentazione di Nina e i diritti delle donne ha affermato che femminismo significa essere orgogliose di essere donne. Oggi ha ancora senso parlare di femminismo?
Credo abbia ancora senso se femminismo significa stare al mondo con la consapevolezza di essere donna. Abitiamo il mondo con il nostro corpo e quindi essere donna o uomo fa differenza. L’importante che questo essere donne o uomini sia possibile viverlo liberamente, senza schemi predeterminati. Sappiamo che non sempre è così.

Il libro ripercorre lotte e conquiste “al femminile”. Pensa che per i giovani conoscere la propria storia sia utile per prendere coscienza di sé ed intraprendere le proprie battaglie? Quali sono secondo lei i traguardi ancora da raggiungere, i progetti nelle mani delle giovani donne di oggi?
Penso sia molto importante sapere di cosa e di chi siamo figli, così come è utile capire che la storia la facciamo anche noi, con i nostri piccoli gesti quotidiani, con le scelte che siamo chiamati a fare. Oggi può sembrare tutto più difficile, c’è la crisi, un modello di società che mostra il suo fallimento. Spero che le giovani ragazze sappiano pensare e costruire un nuovo modo di stare insieme, di lavorare, di abitare il pianeta senza distruggerlo, di convivere e dividersi il lavoro di cura con gli uomini, di vivere una sessualità felice, di scegliere se e quando essere madri. Spero che conoscere la storia delle donne le faccia sentire più forti e capaci di stare al mondo in libertà.

Domenica è stata in piazza a Roma con Se non ora quando, quanto è importante per le donne mettersi in rete, dare vita a movimenti come questo?
Molto, penso che abbiamo bisogno di invadere la scena pubblica con le nostre priorità, che poi sono le priorità dell’Italia. Insieme si può.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Valentini

 

13-12-2011